Un network internazionale di istituti di ricerca ha condotto un'indagine chiedendo alle persone di tutto il mondo se sono felici: il 53% ha risposto di sì. Ma in Italia la quota è molto più bassa, poco più di un terzo della popolazione
Non è un bene facilmente misurabile, ma gli americani lo hanno inserito come diritto di ogni persona nella loro dichiarazione d'indipendenza e ora il
Brasile lo ha introdotto addirittura in Costituzione. A quanto pare, invece, in Italia è qualcosa di sempre più raro, dato che solo un terzo della popolazione dice di esserne in possesso (35%), mentre a livello mondiale la quota sale al 53%. Parliamo della felicità, oggetto di un sondaggio condotto a fine 2011 dal più grande network internazionale di istituti di ricerca indipendenti, Win-Gallup International, di cui la Doxa è il partner per l'Italia.
Un'indagine che ha coinvolto 58 Paesi con 52.913 interviste rappresentative della maggior parte della popolazione mondiale.
Ebbene, secondo questo sondaggio, oltre la metà dell'umanità si dichiara “felice”, ma in Italia il dato scende a poco più di un terzo. Secondo i dati Doxa, infatti,
in Italia vi sono 35% di felici e 10% di infelici mentre il 55% di italiani non è né felice né infelice, o non sa rispondere. La felicità netta (data dalla quota di felici meno quella di infelici) è dunque pari al 25%, simile a quella di Paesi come Bulgaria, Kenya, Libano e Turchia e nettamente inferiore alla media dei Paesi del G7, pari al 40%.
Tra i dati più curiosi quelli che riguardano Cina e Spagna: per i cinesi, nonostante una situazione economica meno difficile rispetto alla media generale, la felicità netta è solo del 25%; mentre per gli spagnoli, sicuramente tra i più colpiti dalla crisi economica, la felicità netta è pari al 55%.
Ma la
mancanza di un nesso tra ricchezza economica e felicità dichiarata emerge con nettezza anche dalle ripartizioni continentali. Infatti, sempre secondo lo studio di Win-Gallup, i continenti più felici sono l'Africa (66%) e l'America Latina (63%), seguiti dall'Europa dell'Est (50%), mentre i meno felici sono i Paesi arabi (20%), l'Europa Occidentale (25%) e il Nord America (31%).
Guardando le fasce d'età,
i meno felici sono, a livello mondiale, gli individui tra i 51 e i 65 anni (33% di felicità netta) mentre i più felici sono i giovani fino a 30 anni (44%) e gli over 65 (43%).
Infine, coloro che si dichiarano
non appartenenti ad alcuna religione hanno una felicità netta decisamente inferiore (27%) rispetto ai cristiani cattolici (54%) e protestanti (54%), ebrei (50%), hindu (43%) e musulmani (42%).