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Edilizia: diario della crisi, azienda per azienda

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Da Bergamo a Taranto, dal Molise alla Val di Susa, da Ascoli Piceno a La Spezia. Il comparto edile boccheggia, emorragia di posti di lavoro e sindacati sul piede di guerra. Ecco tutte le crisi aziendali e i lavoratori a rischio sul territorio italiano

di rassegna.it

Edilizia: il diario della crisi - foto di Attilio Cristini (immagini di (foto di Attilio Cristini))
La crisi in edilizia colpisce duro. 300.000 i posti persi, i sindacati confederali che varano una piattaforma comune per difendere l'occupazione, e una manifestazione nazionale unitaria già fissata per il 3 marzo.
Ecco il diario settimanale della recessione. Azienda per azienda, territorio per territorio, tutte le crisi in atto in Italia nel settore edilizio.

Molise. Un anno senza stipendio. Cigo respinta per i lavoratori della San Giuliano Scarl, affidataria di un’opera stradale sospesa lo scorso aprile dal provveditore alle opere pubbliche della Campania e Molise per anomalie nella realizzazione di una galleria. I sindacati chiedono un incontro alla Prefettura di Campobasso per risolvere il problema dei lavoratori, da un anno senza stipendio

Imola. Aworth diventa tedesca, lavoratori ancora in bilico. Nuova proprietà per l’azienda di mobili per ufficio, che passa in mano ad una holding tedesca. Riconfermato però il piano industriale e la cassa integrazione per cessazione di attività per i 71 dipendenti, a partire dal 3 gennaio.

Umbria. Eurolegno, senza stipendio da 4 mesi. Sono da quattro mesi senza stipendio 10 operai della Eurolegno, senza poter usufruire di cassa integrazione. La situazione, però, potrebbe peggiorare, coinvolgendo gli altri 20 dipendenti dell’azienda di Castiglione del Lago. Dal sindacato è richiesto un tavolo di crisi.

Ferrara. Presidio alla Cembrit. In 60 rischiano il posto di lavoro. L’assemblea decide di attuare una serie di presidi per chiedere alla proprietà danese risposte sul futuro dell’azienda di Poggio Renatico. La Cembrit holding fa parte del gruppo FLSmidth, che in Europa ha sei sedi di produzione e 14 filiali di vendita. Il timore dei lavoratori è che, nonostante le buone performance aziendali, la holding stia pensando a spostare fuori dall’Italia la produzione.

Sondrio. Marmipedrotti ne licenzia 50. L'obiettivo è trovare un posto di lavoro ai 50 lavoratori licenziati dalla Marmipedrotti graniti Spa, storica azienda del territorio che ha chiuso i battenti nei giorni scorsi. La corsa contro il tempo di sindacati ed istituzioni locali.

Bergamo. Italcementi in cig straordinaria. La crisi è sempre più nera, ed Italcementi chiede la Cig straordinaria per 80 dipendenti della sede di Begamo, 60 del centro tecnico di gruppo e 10 della cementeria di Calusco.

Ascoli Piceno. Si ferma la Crerquetti. L’azienda, cui sono affidati i lavori del rifacimento del lungomare nord di Civitanova, lavora prevalentemente con gli enti locali. Il comune non paga: sciopero dei 26 dipendenti, che da cinque mesi non percepiscono lo stipendio.

Taranto: Enasca, cig e rischio chiusura. Sono attualmente in cassa integrazione, ma per i 60 lavoratori dell’Enasca, ditta edile che lavora prevalentemente per l’Ilva, il rischio è che l’azienda chiuda i battenti.
Parma. Presidio alla Giavarini. Presidio ad oltranza: è questa la decisione presa dai 12 lavoratori della Giavarini, storica azienda di laterizi di San Diego Parmense. I lavoratori, in cassa integrazione da due anni, chiedono risposte sul loro futuro e su quello dell’azienda.

Vicenza: Arclnea in cassa. In extremis è stato trovato l’accordo che salva dal licenziamento 30 dipendenti della Arclinea, che erano da un anno in cassa integrazione. Per loro è previsto il prolungamento degli ammortizzatori sociali.

Bologna. 40 esuberi alle Tecnoform. Sono 40 gli esuberi dichiarati dalla Tecnoform di Crespellano, l’azienda di proprietà della famiglia Kerkoc, il cui titolare è vicepresidente Unindustria, e che conta 168 dipendenti. Per loro dall’azienda è arrivata la richiesta di cassa integrazione straordinaria di un anno per crisi. Proclamato lo stato di sciopero.

Valsusa. Serplast, 9 in mobilità. L’azienda di Bussoleno produttrice di serramenti in Pvc ha avviato le procedure per mettere in mobilità 9 dei suoi 36 dipendenti. Dal sindacato l’accusa all’azienda di non aver utilizzato le opportunità degli ammortizzatori sociali a disposizione. E' sciopero.

Appia Bis. Sindaci e operai in piazza. Scatta la protesta degli 80 lavoratori del cantiere dell’Appia Bis, licenziati poco prima di Natale dalla Tacaro per la sospensione dei lavori.

Cremona. Rdb a Roma, ma nulla di fatto. Doveva essere l’incontro decisivo, ma è stato l’ennesimo buco nell’acqua quello convocato per il 17 gennaio scorso presso il Ministero, dove la Rdb non ha presentato il piano industriale. Dai sindacati arriva la richiesta di cambiare l’amministrato delegato.

Bergamo. Cividini, 2 offerte di acquisto. Diventano due le manifestazioni di interesse all’acquisto della Prefabbricati Cividini, storica azienda di Osio di Sopra che ha chiuso i battenti.

Bergamo. Alla Calcestruzzi 205 esuberi. Si allarga la manovra occupazionale nel gruppo controllato dalla famiglia Pesenti: ai 265 esuberi all’Italcementi se ne aggiungono 205 alla Calcestruzzi.
AstiICassa in deroga alla Laria. Alla Laria c’è aria di cassa in deroga per gli 81 dipendenti. Il 28 gennaio scade la cassa straordinaria.

Cagliari. Ancora proteste al cantiere di Uta. Continuano a Cagliari le iniziative di protesta dei lavoratori e gli incontri con le istituzioni per risolvere la vertenza aperta tra l’impresa appaltatrice dei lavori per la costruzione del carcere di Uta ed i lavoratori, che non vengono pagati da mesi, nonostante l’impresa Opere Pubbliche abbia incassato già i finanziamenti per la realizzazione dell’opera.

Treviso. Pignoramento alla Borlotto. Pignoramento da parte di Equitalia dei macchinari della Bortolotto srl, azienda trevigiana specializzata nella produzione di imbottiture per attrezzature sportive con 50 dipendenti. Dal sindacato la richiesta: le tasse vanno pagate ma si pensi anche ai lavoratori.

Sardegna. Crisi in Gallura. Dalla Fillea Cgil i numeri di una crisi senza precedenti: persi 1.400 posti di lavoro nel 2011, che vanno ad aggiungersi ai 5.600 persi nel biennnio 2009 -2010 ed un totale di oltre 700 aziende chiuse nel settore delle costruzioni.

Verona. Persi altri 900 posti. Oltre 140 aziende chiuse, e circa 900 addetti rimasti senza lavoro: questo il bilancio del 2011. Dalla Fillea Cgil l’allarme: in aumento forme di lavoro improprie, a cominciare dai falsi autonomi

La Spezia. l’8% dei lavoratori in cigs. Sindacati ed imprese della provincia di La Spezia denunciano la crisi gravissima del settore delle costruzioni. Niente credito dalle banche e aziende costrette a chiudere, mentre sul fronte dei lavoratori, su 3mila addetti , il 12% è stato sostituito da trasferisti provenienti da fuori provincia e l’8% è in cassa integrazione.



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TAGS crisi edilizia

23/01/2012 17:32

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