“Da tempo, l'immobilismo delle istituzioni ha creato una vera e propria emergenza umanitaria nel sistema penitenziario". Chi parla è Fabrizio Fratini, segretario nazionale Fp, che commenta il contenuto dell'articolo 44 del decreto legge sulle liberalizzazioni. "Con quel decreto e la previsione dell'ingresso dei privati per la realizzazione e la gestione di strutture penitenziarie attraverso il project financing, lo stato italiano dichiara definitivamente il proprio disimpegno. Siamo alla privatizzazione delle carceri. Il governo dei tecnici ha trovato una soluzione per l'emergenza: esternalizzare i problemi per ridurre i costi. Un errore sul quale chiediamo un immediato incontro con il ministro della Giustizia Paola Severino”.
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Mettere sul mercato la gestione di strutture in cui le persone vengono private delle proprie libertà – continua Fratini –
ci sembra francamente un eccesso di liberismo. Lasciando da parte la totale assenza di garanzie che traspare dai tre scarni commi dell'articolo 44, dichiariamo la nostra totale contrarietà a questo disimpegno da parte dello Stato. Il paradosso è che questa scelta arriva nella fase più critica per il sistema, con il numero di detenuti ormai pericolosamente vicino alla soglia dei 70.000, e all'indomani della sostanziale impasse registrata sul ddl carceri”.
Secondo la Fp, "da un lato non si interviene per limitare le storture del sistema, molte delle quali causate dai provvedimenti propagandistici del governo Berlusconi e dell'ex Guardasigilli Alfano, soprattutto per quel che riguarda i detenuti in attesa di giudizio o ad esempio quelli ristretti a causa delle leggi Bossi–Fini e Fini–Giovanardi. Dall'altro, non si investe nel sistema e lo si lascia in pasto ai privati, ignorando il richiamo della Corte dei Conti che sul tema delle esternalizzazioni ha chiaramente fatto emergere il maggior costo per la collettività rispetto alla gestione pubblica. Si lascia il campo con disonore, un disastro".