Fornero chiede dialogo ai sindacati. Ma Camusso avverte: non c'è condivisione sul documento. Prime distanze sull'uso della cassa integrazione. Bocciata l'idea del confronto via web. Entro lunedì il prossimo round, il governo punta a chiudere entro un mese
Uso limitatissimo della cassa integrazione, solo di quella ordinaria nei casi in cui si possa rapidamente riprendere il lavoro. È uno dei passaggi chiave del documento sulla riforma del lavoro illustrato dal governo alle parti sociali al tavolo di oggi (23 gennaio) a Palazzo Chigi. Tutti gli altri ammortizzatori riguarderebbero interventi dopo il licenziamento con un'indennità risarcitoria.
L'incontro è stato introdotto dal presidente del Consiglio
Mario Monti, il quale però ha lasciato quasi subito il tavolo per dirigersi a Bruxelles rassicurando i presenti sul fatto che non si procederà per decreto. A dettare i tempi ci ha pensato poi il ministro del Lavoro Elsa Fornero: l'obiettivo è "chiudere entro tre-quattro settimane", ha detto.
"Un confronto è partito con il piede giusto", ha osservato il ministro del Welfare, "abbiamo dialogato per quattro ore".
Ma un paio di grane sono già emerse. La prima riguarda il metodo. A quanto si apprende, infatti, Fornero ha iniziato a leggere il documento ai presenti limitando subito lo spazio della trattativa. Un'impostazione poco apprezzata dalle parti sociali.
I contenuti non sono stati resi pubblici ma
qualche dettaglio è emerso. Le parti hanno chiesto di partire da quattro macro temi (tipologie contrattuali, apprendistato e formazione, flessibilità come organizzazione della produttività, ammortizzatori sociali e servizi all'impiego) e non dai cinque capitoli inzialmente elencati dalla stessa Fornero.
Bocciata anche l'idea del minsitro di procedere per gruppi tematici via internet sul modello scandinavo caro al premier Monti. Si prosegue con il metodo tradizionale. Il prossimo tavolo dovrebbe tenersi entro lunedì prossimo (30 gennaio). Nel frattempo
l'esecutivo non ha consegnato il testo per avere il tempo di rivederlo in considerazione delle obiezioni sollevate dalle interlocutori.
Riguardo ai contratti, il ministro avrebbe spiegato che è necessario ridurli per superare il dualismo e che "occorre
un contratto che evolva con l'età dei lavoratori, piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per tutte le età”. Stop per adesso all'idea del reddito minimo, perché "richiede risorse ora non individuabili".
Lo snodo cruciale sembra però quello degli
ammortizzatori. "Saranno finanziati - parole della stessa Fornero citata dalle agezie di stampa - da contributi come avviene nel sistema assicurativo, mentre la fiscalità generale servirà per l'assistenza". La riforma poggerà su due pilastri: uno connesso alla riduzione temporanea dell'attività di lavoro e l'altro che sostenga i redditi di chi abbia perso il posto. Ma "dobbiamo fare i conti con il fatto che ci
sono poche risorse".
Sul punto Camusso è precisa: "Il governo continua a dire che non ci sono grandi risorse, quindi bisogna lavorare su quello che c'è e non si può pensare a grandi innovazioni. Non si può superare la cigs (la cassa integrazione straordinaria,
ndr), questo non è fattibile. Tutte le parti sociali hanno detto che non si può fare". E ancora: "Non c'è stata condivisione sull'agenda dei temi, attendiamo nei prossimi giorni l'agenda dei tavoli che dovremo fare". La Cgil ha anche ribadito che il tema delle pensioni è ancora aperto.
"Se il governo ha un approccio sussidiario è utile, se fosse il contrario ci si incamminerebbe verso il disastro politico": così il segretario della Uil, Luigi
Angeletti. Il presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia precisa che "non si è parlato nello specifico di articolo 18, ma di flessibilità sia in entrata che in uscita. Lo stesso Monti dall'inizio della riunione ha detto di augurarsi che la discussione non si concentri tutta su questo numero".
Per il segretario della Cisl Raffaele
Bonanni "occorre procedere con molta cautela, dobbiamo rassicurare il mercato del lavoro italiano cercando soluzioni che non dividano ma uniscano". Il suo sindacato è disponibile "a discutere della revisione degli strumenti, ma senza rompere la necessaria coesione sociale".
(mm)
(aggiornato alle 17.36)