"La ripresa del confronto a Palazzo Chigi sui temi degli acciai speciali è indispensabile"
“Chiediamo al governo italiano
un’iniziativa politica per sostenere il sito industriale della Ast di Terni, considerato a livello internazionale un punto di eccellenza per gli investimenti fatti e per l’importanza che ha nel sistema produttivo italiano, dove l’inossidabile, i fucinati e il titanio costituiscono prodotti di base fondamentale nel made in Italy”. A dirlo sono
Cgil e Fiom di Terni, intervenendo sulle difficoltà che attraversa la multinazionale Thyssen: “le ragioni della crisi, le soluzioni che debbono essere assunte, impongono
l’attivazione urgente di un tavolo di confrornto alla Presidenza del Consiglio”.
Per Cgil e Fiom di Terni,
la difesa della strategicità e dell’unità dello stabilimento Ast non può “non tener conto delle politiche industriali italiane e comunitarie, che facciano degli acciai speciali uno degli asset fondamentali per la ricostruzione del profilo produttivo europeo”. Gli acciai speciali, spiega infatti la nota, sono importanti per ragioni fondamentali quali quelle rappresentate “dalle caratteristiche del materiale, dal suo uso, dalla ricerca di prodotto e di processo, dalle conseguenti innovazioni che consentono di valorizzare l’aspetto economico e l’uso ambientale. In questa direzione chiediamo che si attivino politiche energetiche in grado di sostenere il fabbisogno impiantistico, che si completino le infrastrutture per facilitare la comunicazione verso i porti più importanti del Tirreno e dell’Adriatico”.
Cgil e Fiom di Terni chiedono al governo anche di farsi “promotore nei confronti della Commissione europea interessata sia di iniziative tese a garantire controlli sull’inox importato sia di norme finalizzate a contenere e utilizzare il rottame prodotto in Europa”. In conclusione, i sindacati affermano che “
la ripresa del confronto a Palazzo Chigi sui temi degli acciai speciali è indispensabile per determinare iniziative il cui scopo è quello di garantire la permanenza delle attività industriali dell’Ast in Umbria, dove conta per il 25 per cento del prodotto lordo”.