Parte il negoziato tra governo e parti sociali sulla riforma del lavoro. Liberalizzazioni, raffica di proteste delle categorie più colpite. Stop di 4 ore alla AnsaldoBreda contro gli esuberi. Mercoledì a Davos inizia il World Economic Forum M.M.
di Maurizio Minnucci, rassegna.it
MERCATO DEL LAVORO. Pronti al confronto, purché sia vero, costruttivo, depoliticizzato e aperto al dialogo. Le parti sociali si siedono stamani al tavolo convocato a Palazzo Chigi dal governo per affrontare l'attesa riforma del mercato del lavoro. Il primo round sarà preliminare: si definirà un calendario d'incontri e si imposterà la cornice del confronto. I temi all'ordine del giorno: diminuzione del numero dei contratti d'ingresso, aumento della produttività media e dei salari reali, ripresa dell'occupazione e riorganizzazione degli ammortizzatori sociali per dare risposte ai 6-7 milioni tra disoccupati, inattivi e sottoccupati. Resta da capire se si metterà mano all'articolo 18. "Nessun tabù", ha detto ieri in tv il presidente del Consiglio Mario Monti. La questione, già esclusa dai sindacati, non dovrebbe essere oggetto dell'incontro odierno.
POLITICA E PARLAMENTO. Al Senato rush finale per il decreto svuota carceri, mentre alla Camera approda in aula il milleproroghe con qualche modifica sulle pensioni. Si attendono gli emendamenti che potranno ancora rimescolare le carte, soprattutto per la partita dei lavoratori precoci. Intanto prosegue la missione europea di Monti, stasera a Bruxelles per partecipare alla riunione dell'Eurogruppo in qualità di ministro dell'Economia.
LIBERALIZZAZIONI. Dopo il decreto con le misure per rimettere in marcia l'economia, le 'anime' dei partiti e le lobby più colpite dai provvedimenti affilano le armi ed è facile prevedere che sui punti centrali ci sarà un vero scontro politico. Dunque, mentre l'esecutivo va avanti con le semplificazioni (venerdì in Cdm), per capire quali sono le categorie più toccate basta guardare il calendario degli scioperi. I tassisti non rinunciano alle maniere forti e oggi si fermano in tutta Italia; da oggi a venerdì stop degli autotrasportatori di TrasportoUnito; il 27 gennaio si fermano anche i ferrovieri dell'Orsa; il 1 febbraio chiudono le farmacie; gli avvocati protestano il 23 e il 24 febbraio, mentre i benzinai devono ancora definire i giorni della mega serrata (10 giornate).
SINDACATI E IMPRESE. Sciopero di quattro ore, oggi, alla AnsaldoBreda, contro il piano triennale di ristrutturazione presentato venerdì scorso. La controllata di Finmeccanica non parla più di vendita, tuttavia l'assenza di compratori comporterà sacrifici per i lavoratori per puntare al pareggio di bilancio nel 2014: sul tavolo ci sono circa 500 esuberi (su 2.232 dipendenti) e la chiusura dello stabilimento di Palermo. Novità in arrivo anche per la Fincantieri: oggi pomeriggio al ministero dello Sviluppo c'è l'incontro tra i sindacati e la dirigenza sull'accordo di programma per lo stabilimento ligure di Sestri Levante dal quale potrebbe giungere qualche chiarimento sulle intenzioni di Fincantieri sullo storico cantiere ligure.
In casa Fiat continua lo scontro tra la Fiom e il Lingotto: le tute blu Cgil chiedono al governo di convocare un incontro e intanto organizzano assemblee in tutti gli stabilimenti contro l'esclusione della rappresentanza in fabbrica, esito degli accordi separati e dell'estensione del modello Pomigliano. Grandi manovre in Confindustria sull'elezione del nuovo presidente: mercoledì si riunionisce il direttivo per individuano i saggi. In casa Cgil, giovedì il segretario generale Susanna Camusso concluderà la manifestazione interregionale che la Lombardia organizza con altre regioni del Nord (Alto Adige-Südtirol, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Trentino, Valle d’Aosta, Veneto) al Mediolanum Forum di Assago. La parola d’ordine è: "Non pieghiamo i diritti. Coesione sociale, equità, futuro per i giovani. Lavoriamo per crescere" (inizio alle 9.30).
Venerdì lo sciopero generale dei sindacati di base con manifestazione nazionale a Roma (ore 9.30, piazza della Repubblica) contro il governo Monti. Stesso giorno per il primo stop contemporaneo negli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino: braccia incrociate per quattro ore (dalle 13.30 alle 17.30) per protestare contro la gestione dei due scali che mette a rischio circa un migliaio di posti. Un pericolo reale, a partire dai lavoratori di Argol che, dicono i sindacati, "per una determinazione univoca e irrevocabile di Alitalia", da febbraio si ritroveranno a spasso dopo oltre 16 anni di attività.
ALTRI APPUNTAMENTI. Oggi a Ginevra la presentazione del rapporto annuale dell'Ilo sulle tendenze dell'occupazione e del mercato del lavoro; a Milano l'incontro organizzato dal Comune "Milano è la capitale degli stagisti?" in cui verrà diffusa una dettagliata mappatura del fenomeno. Martedì ricorre anche l'anniversario dell'omicidio di Guido Rossa: il ricordo dei lavoratori dell'Ilva e dalla Camera del Lavoro di Genova; arriva il dossier dell'Ocse sull'aumento delle diseguaglianze in Italia e nel mondo a causa della crisi. Mercoledì inizia a Davos il World economic Forum (fino a domenica). Giovedì al ministero dell'Economia una giornata di studi in collaborazione con la fondazione Brodolini per presentare una ricerca sugli "Strumenti innovativi per le politiche di welfare".