La Fiom Cgil è fortemente critica con il
piano industriale presentato oggi a Roma ai sindacati da AnsaldoBreda, del gruppo Finmeccanica. Secondo il coordinatore nazionale Fiom, Massimo Masat, il piano "di industriale non ha nulla. Noi non condivideremo mai - prosegue Masat - l’ipotizzata chiusura del sito di Palermo perché risponderebbe solo a una volontà di ridimensionamento del gruppo. Allo stesso modo, non siamo disponibili a discutere esuberi che per l’azienda supererebbero le cinquecento unità".
"La realtà è che oggi
in Ansaldo non manca il lavoro. Al contrario - sottolinea il sindacalista - per non gravare ancora di più sui bilanci attraverso ulteriori penali, c’è la necessità di ultimare tutta una serie di commesse acquisite al di fuori di logiche industriali comprensibili. Che l’azienda si proponga un riefficientamento è cosa condivisibile, ma non può illudersi di farlo attraverso azioni svolte a carico del personale".
La Fiom chiede "un piano industriale vero che intervenga sulle
inefficienze produttive e di sistema, frutto di gestioni manageriali passate che sono state, perlomeno, discutibili e hanno umiliato il lavoro, i lavoratori e la stessa storia di AnsaldoBreda".
“Il sindacato - conclude Masat - ha respinto i progetti immaginati dall’azienda e
chiede che il governo intervenga a difesa del comparto ferroviario, a partire da AnsaldoBreda, non con ammortizzatori sociali ma obbligando Finmeccanica a fare impresa e, quindi, a non mettere in campo azioni volte a progetti di dismissione".