
Il caso
Allarme amianto in Basilicata
La denuncia del sindacato: in Val Basento, davanti alla Nylstar dismessa, ci sono sacchi di amianto sfilacciato, a diretto contatto con l'aria e senza misure di sicurezza. Gravi rischi per lavoratori e ambiente. "Le istituzioni intervengano subito"
di rassegna.it
Fibre di amianto sfilacciato, a diretto contatto con l'aria, senza misure di sicurezza per garantire la sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente. E' quanto si può vedere davanti allo stabilimento Nylstar 2 a Pisticci Scalo, in provincia di Matera. Una forte denuncia arriva oggi (20 gennaio) dalla Cgil della Basilicata, che propone una fotogallery per testimoniare la situazione.
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I sacchi contenenti amianto sono ammassati alla rinfusa, come tutto il materiale estratto dall’interno degli impianti e giacente dinanzi allo stabilimento Nylstar 2, dismesso e facente capo all'azienda Nylstar in stato di fallimento, già proprietà del Gruppo Snia Bdp. Questa la situazione in Val Basento, secondo la ricostruzione firmata dai segretari di Cgil Basilicata, Filctem e Cgil di Matera, Alessandro Genovesi, Fernando Mega e Manuela Taratufolo.
Mentre il processo Eternit è ancora in corso, il caso amianto torna a scuotere il nostro paese. L'azienda, fallita nel 2007, occupava circa 150 lavoratori, tutti licenziati, che si sono aggiunti ai circa 200 espulsi dell’impianto Nylstar 1 nel 2004.
"L’impianto Nylstar 2 - racconta la Cgil - finanziato con fondi pubblici, tecnologicamente all’avanguardia, fu costruito negli anni ‘93-95, anni nei quali la legge 257/92 già vietava l’impiego dell’amianto". L'amianto attualmente presente nell'area "è il risultato del lavoro di dismissione degli impianti di filatura presenti nello stabilimento e mette in pericolo i lavoratori che operano nell'area industriale e i dipendenti di ditte appaltatrici di servizi esternalizzati".
L’impianto Nylstar 1 è stato anch’esso dismesso e le apparecchiature smontate, oggi esiste solo lo scheletro dell’opificio. "Ci chiediamo, a questo punto, che cosa possa essere accaduto 4 anni fa quando questa operazione di 'pulizia' fu effettuata. E riteniamo di prestare attenzione massima rispetto ad altri impianti, ex Snia (Polimerizzazione Caffaro e Cfp Packaging), che attendono di essere smantellati.
"Su tale delicata vicenda chiediamo l’intervento urgente di organi e istituzioni competenti", aggiunge il sindacato. Infine, chiede la convocazione di un tavolo prefettizio che coinvolga tutte le parti sociali e le istituzioni coinvolte, con lo scopo di accendere i riflettori su un tema tanto pericoloso per la salute dei lavoratori e la tutela dell'ambiente.
I sacchi contenenti amianto sono ammassati alla rinfusa, come tutto il materiale estratto dall’interno degli impianti e giacente dinanzi allo stabilimento Nylstar 2, dismesso e facente capo all'azienda Nylstar in stato di fallimento, già proprietà del Gruppo Snia Bdp. Questa la situazione in Val Basento, secondo la ricostruzione firmata dai segretari di Cgil Basilicata, Filctem e Cgil di Matera, Alessandro Genovesi, Fernando Mega e Manuela Taratufolo.
Mentre il processo Eternit è ancora in corso, il caso amianto torna a scuotere il nostro paese. L'azienda, fallita nel 2007, occupava circa 150 lavoratori, tutti licenziati, che si sono aggiunti ai circa 200 espulsi dell’impianto Nylstar 1 nel 2004.
"L’impianto Nylstar 2 - racconta la Cgil - finanziato con fondi pubblici, tecnologicamente all’avanguardia, fu costruito negli anni ‘93-95, anni nei quali la legge 257/92 già vietava l’impiego dell’amianto". L'amianto attualmente presente nell'area "è il risultato del lavoro di dismissione degli impianti di filatura presenti nello stabilimento e mette in pericolo i lavoratori che operano nell'area industriale e i dipendenti di ditte appaltatrici di servizi esternalizzati".
L’impianto Nylstar 1 è stato anch’esso dismesso e le apparecchiature smontate, oggi esiste solo lo scheletro dell’opificio. "Ci chiediamo, a questo punto, che cosa possa essere accaduto 4 anni fa quando questa operazione di 'pulizia' fu effettuata. E riteniamo di prestare attenzione massima rispetto ad altri impianti, ex Snia (Polimerizzazione Caffaro e Cfp Packaging), che attendono di essere smantellati.
"Su tale delicata vicenda chiediamo l’intervento urgente di organi e istituzioni competenti", aggiunge il sindacato. Infine, chiede la convocazione di un tavolo prefettizio che coinvolga tutte le parti sociali e le istituzioni coinvolte, con lo scopo di accendere i riflettori su un tema tanto pericoloso per la salute dei lavoratori e la tutela dell'ambiente.
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TAGS matera amianto cgil basilicata val basento nylstar sicurezza
20/01/2012 14:00













