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Edilizia: 300mila posti persi, scatta la protesta

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L'allarme dei sindacati edili: "Il settore boccheggia". L'Istat conferma. Piattaforma comune per chiedere ammortizzatori, politiche di green economy e allentamento selettivo del patto di stabilità. Il 3 marzo manifestazione nazionale

di rassegna.it

Edilizia in crisi: scatta la protesta (foto di Attilio Cristini) (immagini di (foto di Attilio Cristini))
La crisi colpisce duro, soprattutto in edilizia. E i sindacati confederali si muovono insieme per cercare di rilanciare il settore. Nel corso dell'attuale congiuntura negativa, infatti, il comparto costruzioni ha perso circa 300.000 occupati. L'allarme arriva da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, che hanno messo a punto una piattaforma unitaria per il rilancio e hanno organizzato una manifestazione nazionale per il 3 marzo a sostegno delle proprie richieste.

"Il settore delle costruzioni – si legge in una nota - per le sue caratteristiche e per la sua centralità, diventa ora un banco di prova decisivo per determinare un cambiamento di rotta in grado di garantire la ripresa dello sviluppo equo e sostenibile dell’intero paese".

Tra le proposte di Feneal, Filca e Fillea,  "ci sono il rilancio dell'edilizia attraverso politiche di innovazione nella direzione della green economy, il piano straordinario per il Mezzogiorno, la destinazione di una quota maggiore di Imu ai Comuni per un allentamento selettivo del patto di stabilità da destinare alla difesa del territorio e alla riqualificazione del patrimonio abitativo".

I sindacati chiedono inoltre che sia rivista l'attuale normativa sulle pensioni di anzianità tenendo conto della tipologia del lavoro svolto. Inoltre si chiede una forte azione di contrasto alle infiltrazioni malavitose nel settore, l'obbligo di adozione del Durc per congruità anche per i lavori privati, una lotta più incisiva contro il caporalato e l'attuazione della patente a punti. Le proposte, che si inseriscono nell'azione già portata avanti da Cgil, Cisl e Uil, saranno presentate nel corso della manifestazione nazionale prevista per il 3 marzo.

A fornire una base solida alle richieste del sindacato, tra l'altro, arrivano anche i dati Istat sulle nuove costruzioni in Italia. Secondo l'Istituto di statistica, nel 2009 le autorizzazioni a costruire sono calate di circa un quarto el nostro paese. Un crollo che arriva dopo altre pesanti cadute, basti pensare che il numero di nuove abitazioni autorizzate risulta dimezzato rispetto a quello del 2005.

A rilevarlo è l'Istat nel dossier 'Noi Italia', spiegando come i dati sui permessi di costruire rappresentino segnali anticipatori dell'attività edilizia. Insomma, lo stato di salute del mercato immobiliare non va migliorando, la crisi ha duramente colpito il settore e non solo in Italia, visto che alche altri Paesi dell'Unione europea, sottolinea l'Istat, hanno fatto segnare cadute altrettanto profonde.

Nel dettaglio in Italia ogni mille famiglie sono stati autorizzati progetti per la costruzione di 5,7 nuove abitazioni e di circa 430 metri quadrati di superficie utile abitabile in nuovi fabbricati residenziali. Nel 2005, ricorda il dossier 'Noi Italia', il rapporto tra il numero di nuove abitazioni e le famiglie residenti era ben più alto (11,8 nuove abitazioni).



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TAGS istat fillea edilizia

20/01/2012 12:20

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