A settembre a Charlotte si terrà il principale evento politico dell'anno per i democratici, ma gli indignati d'America hanno già annunciato una grande mobilitazione di protesta. E il partito del presidente teme una riedizione di Chicago 1968
All'evento mancano ancora diversi mesi, ma i timori sono già fortissimi: sulla convention democratica in programma a Charlotte, in North Carolina dal 4 al 6 settembre,
il più grande evento politico dell'anno in vista della ricandidatura di Obama, incombe la minaccia dei militanti di Occupy Wall Street, che hanno già annunciato che cercheranno di far sentire la loro voce con proteste di piazza durante quei giorni. E la memoria corre al 1968, quando la convention democratica di Chicago venne travolta dalle proteste anti Vietnam, con una pesante repressione da parte della polizia.
Ma adesso,
Barack Obama, con un paio di decisioni delle ultime ore, rischia di dare nuovi argomenti a chi vuol dimostrare che anche lui ha troppi legami con la detestata Wall Street. Ieri il suo staff ha annunciato che invece di concludere la convention alla Time Warner Arena, 20mila posti al coperto,
Obama parlerà il 6 settembre sera al Bank Of America Stadium, un'impianto di 74mila posti a sedere, che deve il nome però a una delle più controverse banche americane rischia di essere una provocazione bella e buona nei confronti di quella sinistra che contro la Bank Of America da mesi organizza proteste in tutto il Paese.
E non è tutto. Proprio ieri, il presidente Obama ha fatto una scelta molto rischiosa. Ha nominato come nuovo responsabile del bilancio della Casa Bianca
Jeffrey Zients, un top manager che in passato, tra il 1988 e il 1990 ha lavorato alla Bain Capital, la stessa finanziaria dai metodi discutibili che è stata guidata da Mitt Romney, anche se in tempi diversi. Con queste premesse, è ovvio che i timori di proteste siano nel Partito Democratico molto diffusi e la memoria corra al 1968.
Oltre 43 anni fa – come ricorda l'Ansa in una sua agenzia -
la città dell'Illinois, fu ribattezzata 'Czechago', visto che secondo il movimento di protesta, la repressione delle jeep della polizia americana sul Grant Park di Chicago evocava la repressione dei tank russi nelle strade di Praga, di appena pochi mesi prima. In quei giorni, le cariche degli agenti provocarono una frattura verticale tra il partito democratico e il movimento di protesta giovanile che aveva cominciato a infiammare non solo gli States ma tutto il mondo.
Memore di quanto accadde allora,
il partito di Obama non vuole assolutamente ripetere quell'errore nei confronti del popolo di 'Occupy Wall Street'. Tuttavia, è chiaro che ci saranno grossi problemi logistici: per quei giorni si prevede infatti una concentrazione di migliaia di 'indignati', con le loro tende, provenienti da tutta l'America, pronti a far sentire forte la loro voce al corpaccione del partito di Obama.
Il consiglio comunale di Charlotte sta già pensando a come prendere le contromisure per evitare scontri violenze o la semplice congestione del traffico in quelle giornate campali. Per ora è stata approvata un'ordinanza che proibisce accampamenti in città, ma è solo una primissima proposta. Tutti sanno che non sarà facile trovare un punto di equilibrio tra tutelare la libertà di manifestare al popolo del 99% e garantire il tranquillo svolgimento della Convention.
Intanto, il movimento di Occupy sta studiando che tipo di mobilitazione mettere in campo in quei giorni: si pensa ad una sorta di
'convention alternativa', un po' come accade da decenni durante i grandi summit internazionali. Ma c'è chi fa anche notare che se si protesta contro il partito di Obama, allora bisogna fare lo stesso contro quello di Mitt Romney e Newt Gingrich, che terrà la sua convention un po' prima, ad agosto, a Tampa Bay Florida. E c'è chi già si sta organizzando per piantare le sue 'tende' indignate anche li', per urlare contro l'ex governatore del Massachusetts, ribattezzato ormai 'Mister 1%'.