L’azienda
Tecnoform di Crespellano, Bologna (168 dipendenti), di proprietà della
famiglia Kerkoc, vicepresidente di Unindustria provinciale, ha comunicato la sua intenzione di aprire
una procedura di cassa integrazione straordinaria per crisi della durata di un anno, affiancata a una procedura di mobilità volontaria, dichiarando un esubero di circa 35-40 dipendenti.
Lo rende noto la
Fillea bolognese, definendo quella della proprietà “
una decisione inaccettabile, in quanto fra un anno se non ci sarà una ripresa del mercato ci troveremo nella stessa situazione di oggi, visto che la composizione dei lavoratori dell’azienda è compresa fra i 40 e i 50 anni di età anagrafica e quindi è impensabile che ci possano essere delle uscite volontarie”.
Le richieste che le Rsu e la Fillea avanzano sono di utilizzare
un ammortizzatore sociale di più lunga durata (cigs per riorganizzazione o ristrutturazione,
contratto di solidarietà), affiancato a un progetto di rilancio dell’azienda (investimenti in impianti tecnologici, ricerca e sviluppo, riconversione del personale in esubero e ricerca di nuovi mercati). Per il momento, l’assemblea dei lavoratori ha proclamato, a sostegno delle richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali e dalla categoria Cgil, come prima risposta
un pacchetto di 10 ore di sciopero.
“Resta per noi indispensabile – prosegue la Fillea di Bologna - arrivare a una precisa definizione delle politiche di sviluppo dell’impresa sul nostro territorio e dei relativi investimenti a supporto della stessa”. L’assemblea dei lavoratori della Tecnoform ha anche dato mandato alle Rsu e ai sindacati di richiedere la convocazione di
un tavolo istituzionale urgente in modo da sollecitare l’azienda “a un più preciso impegno per la
salvaguardia dei livelli occupazionali e un utilizzo dei diversi ammortizzatori sociali ancora a disposizione con una prospettiva di lungo respiro”.