Il bollettino di Via Nazionale: "Se lo spread resta alto, il Pil quest'anno si ridurrà dell'1,5%". Ancora possibili correzioni per sostenere i consumi, ma la disoccupazione è un problema, così come le retribuzioni. "E' in atto una stretta sul credito"
"Una volta completato il quadro degli interventi volti ad assicurare l'equilibrio dei conti pubblici, la priorità è ora la creazione di condizioni favorevoli al rilancio dell'economia italiana". E' il monito di Bankitalia contenuto nel Bollettino economico di Palazzo Koch, secondo cui le misure in corso di definizione, "se ben disegnate e prontamente attuate, stimolando la capacità potenziale di crescita del prodotto, possono influenzare positivamente le aspettative dei mercati e le decisioni di spesa di famiglie e imprese, riverberandosi favorevolmente non solo sul lungo periodo, ma anche sui risultati di quest'anno e del prossimo".
Secondo La Banca d'Italia, tuttavia "politiche ambiziose per ripristinare la fiducia e garantire la normalizzazione delle condizioni di mercato sono indispensabili anche a livello europeo. È essenziale – dunque - mettere in atto tutti gli elementi delle nuove regole di governo economico dell'Unione europea approvate di recente. Nel contempo, è importante che sia reso rapidamente operativo il rafforzamento degli strumenti europei per la stabilità finanziaria, quali l'Efsf e l'Esm, aumentandone l'efficacia e sfruttandone tempestivamente le potenzialità". Le tensioni sui titoli di Stato italiani, infatti, "hanno inciso negativamente sulla capacità di raccolta delle banche, tali difficoltà si sono ripercosse sulle condizioni di offerta di credito".
Ecco, nello specifico, tutti i dati e le stime sull'economia italiana contenuti nel Bollettino di via Nazionale.
Occupazione.
"In novembre il tasso di disoccupazione si sarebbe attestato all'8,6%, il valore più elevato dal maggio 2010. Tra i giovani tra i 15 ed i 24 anni il tasso avrebbe raggiunto il 30,1%, il valore massimo dal gennaio 2004", dice Bankitalia. "Il recupero dell'occupazione iniziato nell'ultimo trimestre del 2010 si è arrestato negli ultimi mesi dello scorso anno". Secondo la stima, "in ottobre e in novembre vi sarebbero stati un calo degli occupati e una ripresa del tasso di disoccupazione. Inoltre, "anche se continua a ridursi il ricorso alla Cassa integrazione, peggiorano le attese delle imprese circa i loro livelli occupazionali".
Retribuzioni.
La dinamica delle retribuzioni di fatto potrebbe restare negativa in termini reali anche nel biennio 2012-2013. Lo stima Bankitalia sottolineando come abbiano registrato, nel III trimestre 2011, un incremento dell'1%, frenate dalla dinamica negativa dei servizi pubblici (-0,5%).
Pil.
È legato all'andamento dello spread il destino dell'economia italiana. Se i rendimenti dei titoli di Stato rimarranno fermi per un biennio ai livelli di gennaio il Pil si ridurrà dell'1,5% nella media di quest'anno e resterà fermo in quella del prossimo. Se invece le cose miglioreranno e lo spread dovesse tornare sui livelli dell'estate scorsa la contrazione del 2012 si fermerebbe all'1,2% e il prodotto tornerebbe a crescere dello 0,8% nel 2013. Un doppio scenario, quindi, secondo cui "l'incertezza che circonda le prospettive di medio termine dell'economia italiana è straordinariamente elevata ed è strettamente legata all'evoluzione della crisi del debito sovrano nell'area dell'euro".
Rapporto deficit/Pil.
Le tre manovre correttive varate tra luglio e dicembre hanno ricondotto sotto controllo i conti pubblici. In particolare, la Banca d'Italia stima che il rapporto tra deficit e Pil si sia collocato al 3,8% quest'anno, in netto calo rispetto al 4,6% del 2010, e in linea con le previsioni del Governo. L'incidenza del debito sul prodotto, pari al 118,4% nel 2010 si sarebbe invece collocata in prossimità del 120%, con un incremento inferiore a quello stimato per la media degli altri Paesi dell'area euro. Gli interventi consentiranno inoltre di conseguire nel 2013 un avanzo primario nell'ordine del 5% del Pil e una prima riduzione del rapporto debito/Pil. Se lo spread scenderà, Bankitalia ritiene possibile nel 2013 un ritorno del rapporto debito/Pil sui livelli registrati nel 2010 e il sostanziale conseguimento del pareggio di bilancio.
Inflazione.
L'inflazione sale al 3,1% quest'anno, per poi diminuire al 2,4% nel 2013. È quanto stima Bankitalia che evidenzia come sulla dinamica dei prezzi incide il rallentamento dell'attività economica nonché gli aumenti dell'IVA e delle accise già attuati e quelli previsti per la fine 2012.
Borsa.
In un anno, dall'ultimo trimestre 2010 allo stesso periodo 2011, la capitalizzazione delle società italiane in Borsa è scesa di quasi 100 miliardi, per l'esattezza 93 miliardi (da 425 a 332 miliardi) con un'incidenza scesa dal 27 al 21% del Pil.
Banche.
La raccolta delle banche italiane, aggiunge Via Nazionale, "al netto dell'interbancario interno e delle passività verso l'Eurosistema e le controparti centrali, si è ridotta dello 0,7 per cento nei dodici mesi terminanti in novembre (cresceva dello 0,6 per cento in agosto). Si è accentuata soprattutto la contrazione delle passività sull'estero (-4,3 per cento) ma anche, in minore misura, dei depositi di residenti (-0,8 per cento). A seguito delle persistenti difficoltà nei collocamenti sui mercati all'ingrosso è inoltre proseguito il rallentamento della raccolta obbligazionaria al netto della componente interbancaria (2,1 per cento)".