Oggi sui giornali: Alcoa, tutti a Cagliari e poi a Roma
Oggi i lavoratori dell’Alcoa si trovano alle 6 ai cancelli di Porto Vesme, lo stabilimento che la multinazionale americana vuole chiudere. Lo hanno deciso ieri i 500 lavoratori in assemblea, come riporta Giorgio Meletti, inviato dal Fatto quotidiano a Carbonia. “Tutti lì, con il caschetto, si parte verso Cagliari, 80 chilometri in autocolonna per combinare qualcosa di pacifico ma abbastanza clamoroso da tornare sulle prime pagine dei giornali”. E si pensa anche di andare a Roma, dove sono stati decisi, nel bene e nel male, i destini dell’azienda, dalla sua creazione, alla vendita alla multinazionale americana, alla decisione di subire senza reagire il diktat comunitario contro le tariffe elettriche agevolate come aiuti di Stato.
Intanto, dalle colonne del Corriere della Sera, il direttore degli affari europei di Alcoa, Giorgio Profili, chiama in causa Claudio Cappellacci, governatore della Sardegna. “Lo stabilimento si può salvare. Ma bisogna far presto: ogni giorno perso sono risorse sprecate”. I modelli, fa sapere, potrebbero essere quello di Amburgo e di Termini Imerese dove, grazie all’intervento degli amministratori pubblici e di imprenditori privati, fabbriche la cui sorte sembrava segnata sono state salvate.