“Lo ha fatto alla Chrysler, lo faccia anche da noi”. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom lancia l’appello a Sergio Marchionne dalle colonne di Repubblica. Intervistato da Paolo Griseri propone all’amministratore delegato di Fiat di indire un referendum tra tutti i lavoratori sul nuovo accordo esteso a tutto il gruppo. “In un referendum libero – dice il sindacalista – se perdiamo siamo sempre stati disposti ad accettare il risultato”. Il voto delle Rsu non basta – aggiunge – se quasi 20 mila lavoratori chiedono il referendum. “Siamo ben oltre il 20 per cento – spiega Landini – la soglia stabilita da quegli accordi tra Cgil Cisl e Uil che sono stati usati due settimane fa per far votare i delegati”. Nel frattempo dal Lingotto fanno sapere che entro il 2012 l’integrazione tra Fiat e Chrysler, oggi al 20% arriverà al 50. E questo farà bene ai conti del gruppo.
Da segnalare, oggi sul Sole 24 ore, anche la lucida e certo non ottimistica analisi di Giuseppe Berta sulla strategia di Marchionne (il “movimentista”) per l’Europa, dove – spiega il professore – il “problema cruciale” è il “sovradimensionamento”. “Marchionne è convinto che sia giunto il momento di mettere mano risolutamente alla capacità produttiva. Pensa di avere le carte in regola per compiere il primo atto, perché la Fiat è tra le poche case automobilistiche ad aver deciso di chiudere un impianto, quello di Termini Imerese”. Nei prossimi mesi si vedrà se “Fiat-Chrysler riuscirà a configurare una nuova alleanza con un produttore europeo”. Ma “la strada che Marchionne indica ai produttori continentali – conclude Berta – è in salita perché implica inevitabilmente una riduzione delle fabbriche e dell’occupazione”.