"La mia piena solidarietà ai lavoratori è scontata, noi lavoriamo per un modello diverso di relazioni sindacali", ha spiegato il sindaco di Bologna, Virginio Merola, rispondendo a una domanda sull'addio degli operai Fiom alla Magneti Marelli a seguito degli accordi Fiat.
Proprio il segretario bolognese della Fiom Bruno Papignani aveva lamentato il silenzio delle istituzioni di fronte a quanto accaduto: "Un segnale di attenzione istituzionale ci sarà, deciderà il consiglio comunale la forma più adeguata", l'ha rassicurato il sindaco. Merola, comunque, è stato categorico: "La vicenda Marchionne è certamente discutibile, non credo si possano risolvere i problemi discriminando il sindacato più rappresentativo", ha sottolineato.
Il modello a cui tende il primo cittadino, infatti, "deve essere capace di tenere insieme i diritti dei lavoratori con le esigenze delle aziende: tutta la storia di questa parte d'Italia dimostra che è possibile". Dalla Lombardia alle Marche, per Merola, "c'è una tradizione radicata di confronti sindacali e accordi con le imprese, è una 'L' che sta per libertà, un vero modello alternativo di tipo europeo alla deriva autoritaria di Marchionne". Tanto che il primo cittadino ha aggiunto: "Una maggiore gratitudine della Fiat verso l'Italia ce la saremmo aspettati tutti. Io credo che ci siano tutte le ragione per cui si vada avanti per la strada dell'unità sindacale".