Eternit: Cgil Piemonte, il Comune di Casale ci ripensi
A pochi giorni dalla sentenza del processo sull'amianto
La Cgil del Piemonte scende in campo a fianco della comunità di Casale Monferrato, a pochi giorni dalla sentenza per il processo alla multinazionale Eternit, prevista per il 13 febbraio. “Siamo vicini ai cittadini casalesi colpiti e coinvolti nella strage della Eternit e ci riconosciamo nella loro forte attesa di giustizia”. Per questo in casa Cgil si stigmatizza l’iter seguito dal sindaco della città piemontese, che non ha messo al corrente l’Associazione famigliari vittime amianto e le organizzazioni sindacali della proposta formulata a dicembre dai legali dell’imputato: 18,3 milioni di euro la somma offerta dall’industriale svizzero Stephan Schmidheiney, il principale imputato nel giudizio in corso a Torino, al Comune di Casale per uscire dal processo Eternit e per non costituirsi parte civile neppure in altri provvedimenti penali in cui potrebbe essere imputato.
“Al di là delle valutazioni morali ed etiche che la vicenda impone – dichiara il segretario generale della Cgil Piemonte Alberto Tomasso – provo grande stupore nel constatare che la giunta di Casale Monferrato non abbia ravvisato la necessità di affidare a un consulente terzo esperto di disastri ambientali la quantificazione non solo del danno subito nel passato, ma il danno in essere e quello futuro relativamente alle bonifiche, discariche e costi relativi. Considero inoltre l’accettazione dell’offerta come una scelta che romperebbe quel patto sociale che si è sviluppato a Casale Monferrato in oltre 30 anni di lotte e di impegno sociale, sminuendo il senso di questo impegno civico che è parte integrante dell’interesse di un’intera comunità”. La Cgil Piemonte auspica un ripensamento del Comune di Casale al fine di affrontare insieme i tre temi che hanno caratterizzato questa lunga e unitaria stagione di impegno sociale: giustizia, ricerca sanitaria e bonifica.