Cgil, Cisl e Uil a confronto cercano una piattaforma unitaria da portare al tavolo col governo sul lavoro. In discussione la riduzione a 5 tipologie di contratto, il mantenimento dei due pilastri degli ammortizzatori sociali e l'allargamento ai precari
E' il giorno dell'incontro tra i sindacati in vista dell'incontro con il governo sulla riforma del mercato del lavoro. Oggii segretari generali di Cgil, Cisl e UIl, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si incontrano per definire una piattaforma unitaria. L'appuntamento è alle 10 nella sede della Cisl a via Po.
Il Governo Monti ha fretta di avviare la riforma. I sindacati chiedono invece un confronto serio e non di facciata. "L'obiettivo dell'incontro di oggi è quello di varare un testo condiviso. Sul tavolo ci sono la riduzione a sole cinque tipologie di contratto, mantenimento dei due pilastri degli ammortizzatori sociali, rendendoli fruibili però al maggior numero di lavoratori, e conferendo perso alle politiche attive per il lavoro a favore dei giovani e al re-inserimento per chi lo ha perso". si dice uin Cgil.
Il nodo art.18 , è fuori discussione, secondo quanto ha riferito nei giorni scorsi il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Sul Twitter di Corso Italia ieri si ironizzava su Confindustria. "Nel 2011 Confindustria parlava di produttività, energia, efficienza Pa, infrastrutture, ricerca, innovazione, trasporti. Già dimenticato?". Si legge nel tweet. "Con l'accordo del 28 giugno, rileva il sindacato, "Confindustria sosteneva la necessità di aumentare per via contrattuale la produttività delle imprese. Ora basta levare Art.18" per ritrovare competitività?.
Sul resto, però, si può discutere, e una posizione condivisa tra le tre confederazioni avrebbe certamente un altro impatto sulle decisioni del governo. "Il contratto di apprendistato –ha detto Santini, segretario generale aggiunto della Cisl- ha i contenuti del cosiddetto contratto prevalente, una durata di tre anni, dopo di che deve diventare stabile. Si tratta di una buona base, a cui si può apportare qualche modifica, magari incentivando ulteriormente la stabilizzazione". Ma in generale, avverte il segretario generale aggiunto della Cisl, "su tutta la flessibilità si dovrebbero attuare due scelte: una semplificazione delle forme previste e il principio che le forme flessibili costano di più, come accade già nel contratto di somministrazione lavoro, gli ex interinali".
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Siamo seriamente interessati a provare a fare un accordo sindacale con il governo ma, come sempre, sarà il merito a decidere”, aveva detto nei giorni scorsi Susanan Camusso. La leader Cgil va da giorni sottolineando come "quest’anno si preannuncia drammatico sul versante dell’economia e dell’occupazione: il paese si avvia in una fase di recessione accompagnata da una crescita dell’inflazione. La somma di questi elementi apre un tema evidente: l’impoverimento del nostro paese e la difficoltà di tenuta sociale in molte sue aree, specie nel Mezzogiorno”. Per questo “in una fase così difficile fare un accordo sindacale con il Governo sarebbe un risultato molto importante, ma come sempre sarà il merito a decidere”.