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La decisione

No al referendum sulla legge elettorale

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La Consulta boccia i due quesiti per cancellare il "porcellum" di Calderoli: entrambi sono inammissibili. I giudici si sono riuniti per 9 ore, ma la decisione era attesa. Il promotore Parisi: "Ora tocca ai partiti, non vorrei essere nei loro panni"

di rassegna.it

No al referendum sulla legge elettorale (autore: Luca Zappa, da flickr) (immagini di autore: Luca Zappa, da flickr)
No al referendum sulla legge elettorale per abolire il cosiddetto "porcellum". Oggi (12 gennaio) la Consulta ha bocciato con due 'no' entrambi i quesiti presentati dal comitato promotore del referendum sulla legge elettorale. Non passa sia quello che chiedeva l'abrogazione totale della legge, sia quello che ne chiedeva l'abrogazione per parti. Lo si è appreso da fonti della Corte Costituzionale. Da tempo erano emerse indiscrezioni sulla bocciatura della richiesta, in particolare sul ritorno al "mattarellum", il testo elettorale precedente alla Calderoli.

"La Corte Costituzionale
- si legge in una nota diffusa dalla Consulta - in data 12 gennaio 2012 ha dichiarato  inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005 numero 270 (Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica). La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge".

A quanto si apprende, i giudici sono rimasti chiusi in camera di consiglio per oltre nove ore. La riunione era infatti  iniziata ieri mattina attorno alle 11.30, subito dopo l'audizione a  palazzo della Consulta dei rappresentanti legali del Comitato promotore referendario. La seduta, sospesa verso le 13.30 era poi ripresa nel pomeriggio dopo le 15 per chiudersi alle 19 ed essere aggiornata a questa mattina alle 9.30. La decisione è stata presa verso le 12.30, dopo un totale di circa 9 ore di Camera di consiglio.

"Tutto come da pronostico riportato dai giornali. Adesso tocca ai partiti e non vorrei essere nei loro panni". Lo afferma Arturo Parisi, promotore del referendum contro il "porcellum", commentando la decisione. "Avevamo annunciato - spiega - un'accoglienza rispettosa della sentenza, rispettiamo la decisione. Leggeremo le motivazioni. Noi - aggiunge - continueremo la nostra battaglia per interpretare la volontà di coloro che hanno firmato per il referendum".

Duro il commento del presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. "Con la sua decisione, la Consulta ha voluto impedire al popolo italiano di scegliere quale legge  elettorale vuole", sostiene. E' "una volgarità che rischia di diventare regime - a suo giudizio - se non viene fermata dal popolo con le elezioni".



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TAGS porcellum legge elettorale parisi referendum consulta

12/01/2012 13:17

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