Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



La vertenza

Fincantieri: Fiom, sciopero nazionale di 8 ore

   Print  

Lo stop entro la fine di gennaio "per modificare l'accordo separato". La data sarà decisa lunedì 16 gennaio dal coordinamento nazionale del gruppo

L'incontro del 10 gennaio al ministero dello Sviluppo sulla vertenza Fincantieri "non ha modificato la situazione che si è determinata con l'accordo separato sulla riorganizzazione sottoscritto il 21 dicembre scorso". Lo afferma in una nota la Fiom, confermando lo stato di agitazione e dichiarando 8 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo. Le modalità dello stop verranno decise dal coordinamento nazionale convocato per lunedì 16 prossimo a Roma.

Nel corso della riunione al dicastero, si legge nella nota, "la Fiom ha manifestato al ministro la necessità di un intervento del governo per modificare il piano presentato dall'azienda, soprattutto nelle parti che determinano la cancellazione della missione produttiva dei cantieri di Sestri Ponente e di Castellammare di Stabia, il taglio agli organici di oltre 1.200 addetti e l'ulteriore esternalizzazione di funzioni e attività".

Le tute blu Cgil propongono "di avviare un vero confronto sulle scelte industriali necessarie per realizzare una diversificazione produttiva che sia capace di dare un futuro a tutta Fincantieri, in un rapporto strutturale con ciò che avviene nella dimensione europea". La Fiom ha evidenziato, inoltre, "la necessità di un intervento urgente per garantire un'adeguata e solidale ripartizione del carico di lavoro tra i cantieri. Questo al fine di garantire la continuità del lavoro in tutti i siti, a partire da quelli in situazione più critica, quali Ancona e Sestri Ponente, e consentire la rotazione dei lavoratori in cassa integrazione con una tempistica certa".

"Il ministro - prosegue la nota - ha dichiarato l’impegno a ricercare soluzioni industriali per mantenere l’attività negli otto cantieri. Si è però solo genericamente impegnato a verificare con l'azienda la situazione dei carichi di lavoro, e non si è impegnato a fissare in tempi rapidi un incontro per discutere degli sviluppi industriali del gruppo. Inoltre, non ha dato alcuna disponibilità ad intervenire sul complessivo processo di riorganizzazione definito dall'accordo separato".

"Con questa scelta contraddittoria anche il governo nei fatti rischia di caricare tutto il peso della crisi di Fincantieri sulle spalle di lavoratrici e lavoratori, avallando un accordo separato di riorganizzazione non condiviso dal sindacato più rappresentativo tra quelli presenti in azienda e non validato dal consenso dei dipendenti del gruppo. Un accordo separato che non contiene concrete garanzie per il futuro dei cantieri di Sestri e Castellammare per i quali, nei fatti, senza un nuovo piano industriale restano le incertezze determinate dal piano".

"Nonostante la richiesta esplicita da parte della Fiom - conclude la nota -, il ministro non ha ritenuto di programmare ulteriori incontri rispetto alla vertenza, riservandosi di monitorare il processo di riorganizzazione ma senza assumere impegni concreti per sostenere un settore in profonda crisi e tutelare adeguatamente i lavoratori coinvolti in questo processo".



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS fincantieri fiom

11/01/2012 16:37

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it