Il premier a Die Welt nel giorno dell'incontro con la Merkel: "Agli italiani abbiamo chiesto sacrifici, ora la Ue faccia la sua parte o il mio paese si getterà nelle braccia dei populisti. Ridurre i tassi d'interesse". E rilancia le liberalizzazioni
"Se l'Unione europea non cambia con la mia politica non posso avere successo". Lo dichiara il presidente del Consiglio Mario Monti, in un'intervista pubblicata oggi (11 gennaio) sul quotidiano tedesco Die Welt. Nel giorno dell'incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il premier dialoga con il giornale liberalconservatore e afferma "Se la Ue non cambia il mio paese, che è stato sempre un paese molto favorevole all'Europa, potrebbe gettarsi nelle braccia dei populisti". La richiesta che Monti porta a Berlino è quella di
ridurre i tassi d'interesse.
"Quello che chiediamo ed esigiamo dagli italiani sono grandi sacrifici - ricorda Monti nell'articolo -. Sono necessari, per realizzare le riforme, che porteranno a una nuova, più forte crescita. In questo senso per esempio sono necessarie liberalizzazioni del mercato del lavoro che chiederanno sacrifici a molti cittadini. Come ci dicono tutti i sondaggi, la maggioranza degli italiani lo ha accettato. Ma il problema è che in cambio di questi sacrifici noi non abbiamo una concessione dalla Ue, per esempio sotto forma di un calo dei tassi d'interesse".
I sacrifici che gli italiani sopportano, a suo avviso, "porteranno benefici tra tre o cinque anni, per i nostri figli. E purtroppo devo constatare che questa politica non riceve nella Ue l'apprezzamento e la valutazione che obiettivamente merita. E se per gli italiani non ci sarà la percezione di successi tangibili della loro disponibilità a risparmi e riforme - dice ancora Monti - , ci saranno in Italia proteste contro l'Europa, anche contro la Germania vista come il leader dell'intolleranza targata Ue, e contro la Banca centrale europea. Chiedo agli italiani duri sacrifici, posso esigerli soltanto se si vedono all'orizzonte vantaggi concreti".
Si sofferma quindi sulla lotta alle
lobby, con riferimenti alle liberalizzazioni. "Chiederemo alle corporazioni, alle associazioni economiche, al mercato del lavoro ingessato, di accettare cambiamenti duri. Ma potrò vendere ciò ai cittadini, che soffriranno anche per queste misure, soltanto se ciò porterà a più crescita. Ma con la mia politica non potrò avere successo se la Ue non cambierà. E se ciò non accadrà, l'Italia - che è sempre stata un paese europeista - potrebbe gettarsi nelle braccia dei populisti".
Una battuta anche per alcuni problemi del nostro paese:
corruzione, criminalità, mafia. "La corruzione non è un problema esclusivamente italiano, sebbene sia vero che da noi costituisce un problema particolarmente pesante. Sono convinto che il miglior modo di lottare contro la corruzione sia stimolare la concorrenza. La corruzione prospera là dove regnano i monopoli e non c'è concorrenza. Quanta più concorrenza, tanto meno spazio per la corruzione. Ma non basta - conclude Mario Monti -, dobbiamo sviluppare più senso civico nel paese. I cittadini devono sentirsi coscienti dell'interesse al bene comune".