Rai, mercoledì lavoratori in presidio a via Teulada
Dopo lo sciopero generale del 22 dicembre contro il piano di ridimensionamento deliberato dai vertici della Rai per rispondere alle difficoltà economiche, i sindacati annunciano un presidio dei lavoratori per domani, mercoledì 11 gennaio, con inizio alle 16.30, sotto la sede di via Teulada 66 a Roma.
La protesta è organizzata da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, contro le scelte aziendali e per rispondere ai loro primi effetti (chiusura di Rai Corporation e preavviso di licenziamento dei 40 lavoratori). "Il presidio - si legge nella nota - sarà il luogo in cui annunciare ulteriori iniziative che saranno deliberate nel corso del coordinamento nazionale che si terrà nella mattinata dell’11 gennaio, iniziative dirette alla politica, alle istituzioni ed i vertici aziendali".
"Ulteriore preoccupazione - prosegue la nota - arriva dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti: non è infatti chiaro, ai sindacati, da quali fonti il premier abbia assunto informazioni per definire una scelta risolutiva sul futuro della Rai. Rimane tuttora inevasa la richiesta d’incontro fatta pervenire da tutte le organizzazioni sindacali ormai settimane fa ai Ministeri competenti e alla Commissione di Vigilanza, questo silenzio non verrà subito dai Sindacati che reitereranno con forza le loro richieste".
Si teme che "la questione lavoro e la complessità della funzione del servizio pubblico siano piegate alle mere valutazioni contabili. Il vero rischio è che la Rai, dopo essere stata per anni subalterna alle esigenze partitiche, sia spazzata via da una volontà semplificatrice e priva delle conoscenze necessarie".
"Prima di qualsiasi iniziativa di riforma, per una buona ed equilibrata lettura della situazione, è necessario che il presidente del Consiglio nonché ministro dell’Economia, trovi il tempo per confrontarsi con le organizzazioni sindacali che rappresentano più di 10mila lavoratrici e lavoratori, maestranze che in questi 60 anni hanno dato vita alla prima industria culturale del paese".