La Corte europea dei diritti dell'Uomo accoglie il ricorso di alcuni cittadini. La sentenza non definitiva si riferisce all'"emergenza" rifiuti in Campania dal 1994 al 2009. Il nostro paese ha violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare
Prime condanne per l’Italia relativamente alla gestione dei rifiuti in Campania. La Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo ha infatti condannato oggi (10 gennaio) le autorità italiane per la cattiva gestione della crisi “monnezza”, che ha provocato la violazione di alcuni diritti della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
In una sentenza "non definitiva", la Corte si riferisce allo stato di emergenza dichiarato per il periodo fra l'11 febbraio 1994 e il 31 dicembre 2009, compreso "un periodo di cinque mesi durante il quale tonnellate di rifiuti si sono accumulati nelle strade".
A fare ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo sono stati 18 cittadini italiani. Il ricorso è stato presentato alla corte 4 anni fa, il 9 gennaio del 2008, e invocava gli articoli 2 e 8 della Convenzione (rispettivamente, il diritto alla vita e quello al rispetto della vita privata e familiare), sostenendo che, non adottando le misure necessarie per garantire il buon funzionamento del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti in Campania, le autorità pubbliche hanno gravemente nuociuto all'ambiente della loro regione mettendo in pericolo le vite e la salute dei cittadini, senza informarli dei rischi che corrono.
Secondo Strasburgo, c'è stata violazione dell'articolo 8 per quanto riguarda "l'incapacità prolungata delle autorità italiane ad assicurare il funzionamento regolare del servizio di raccolta, trattamento e eliminazione dei rifiuti, incapacità che ha danneggiato il diritto dei cittadini al rispetto della loro vita privata e del loro domicilio", mentre ha riconosciuto allo Stato di avere informato, nel 2005 e nel 2008, la popolazione coinvolta. La Corte europea dei diritti dell'Uomo è un'emanazione del Consiglio d'Europa di Strasburgo, composto da 47 paesi, e vigila sul rispetto della Convenzione adottata nel 1950.
La risposta del governo italiano non si è fatta attendere. "Stiamo preparando il rapporto per la Commissione europea, lunedì lo presenteremo". Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, commenta così la notizia della condanna. Parlando a margine del convegno 'L'Italia verso Rio+20', Clini aggiunge inoltre di avere già in programma per il prossimo 25 gennaio, l'incontro con il commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, e, aggiunge, "speriamo di riuscire a convincerlo" della bontà delle misure affrontate dall'Italia per risolvere l'annosa questione della gestione del ciclo dei rifiuti in Campania.