E' il repubblicano più accreditato come sfidante di Obama alle prossime elezioni. La sinistra lo ha già ribattezzato "mister 1%". Diventato milionario comprando aziende in crisi e ristrutturandole, ora vuole essere un "imprenditore alla Casa Bianca"
“Mi piace avere il potere di licenziare le persone che lavorano per me, se non mi rendono un buon servizio”. Si è presentato così, con questa frase “ad effetto” l'avversario più accreditato di Barack Obama alle presidenziali Usa. Mitt Romney, l'ex governatore del Massachussets, è infatti il repubblicano più forte nei sondaggi al momento nella lizza delle primarie per la candidatura a presidente degli States.
D'altronde, la storia di Romney è quella di un manager piuttosto spregiudicato.
E' stato presidente della Bain Capital, società che acquistava, ristrutturava e rivendeva, alleggerite dai dipendenti licenziati, aziende in difficoltà. Un'azione pari ad una vera e propria
"razzia" delle compagnie acquistate, come ha detto un suo avversario nelle primarie, Newt Gingrich, che si prepara a diffondere un video sui segreti della carriera da liquidatore di aziende che ha permesso a Romney di diventare milionario.
In ogni caso, il milionario Romney non fa mistero della sua ricchezza, anzi, usando uno slogan familiare per noi italiani, si presenta come “un imprenditore alla Casa Bianca”.
La sinistra l'ha già ribattezzato “Mister 1%”, cioè l'esponente di spicco di quella infinitesima minoranza di americani che possiede il 40% della ricchezza nazionale.
Lui stesso, in passato,
ha paragonato incautamente la vita delle aziende a quella delle persone. Poi, una volta, in un dibattito tv, ha messo sul piatto di una banale scommessa la bellezza di 10mila dollari, una cifra notevole per tantissimi americani, ma che a lui deve sembrare un'inezia.
In ogni caso, nonostante la gaffe sui licenziamenti,
Mitt Romney conta di cogliere oggi un successo alle primarie in New Hampshire, capace di ipotecare la nomination repubblicana.