Entra nel vivo il confronto tra governo e parti sociali sulla riforma del lavoro. Settimana calda in casa Fiat: scioperi e assemblee Fiom per chiedere il referendum. Fincantieri: martedì il tavolo decisivo, operai a Roma. Nuovi incontri per Agile Eutelia
GOVERNO E PARTI SOCIALI. Entra nel vivo il confronto tra il governo e le parti sociali sul
mercato del lavoro. La serie d'incontri del ministro del Lavoro Elsa Fornero è iniziata venerdì scorso con il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e prosegue oggi con i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Martedì e mercoledì sarà poi il turno di Ugl e Confindustria. In questa prima fase il ministro si limita a raccogliere le posizioni degli interlocutori, integrando dove possibile la proposta che ha in mente da settimane. Gli incontri collegiali chiesti a gran voce dal sindacato di Susanna Camusso non sono ancora in calendario.
Di certo sul tavolo ci sarà la riforma degli ammortizzatori sociali. L'idea è di ridurre la giungla delle forme d'inquadramento (46 quelle atipiche secondo il censimento della Cgil) per puntare al
contratto unico o, come preferisce chiamarlo Fornero, il "contratto prevalente". Resta però l'incognita dell'articolo 18 dopo che il premier ha detto in tv, ospite da Fabio Fazio, che questo non è un argomento tabù. Venerdì ci sarà anche il primo incontro tra il ministro della
pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e i sindacati del pubblico impiego dopo le comunicazioni alla Camera del successore di Brunetta in programma per martedì.
Intanto inizia la cosiddetta 'fase 2' del governo, nella quale rientrano anche le
liberalizzazioni e la
concorrenza. L'esecutivo guarda soprattutto al Consiglio dei ministri del prossimo 20 gennaio, ma potrebbe anche giocare d'anticipo e varare le prime misure in settimana. I campi d'intervento sono tanti: carburanti, servizi pubblici locali, farmacie, taxi, banche e assicurazioni, energia e trasporti, servizi postali.
VERTENZE. Giorni cruciali per Fiat e
Fincantieri. Sciopero di otto ore, martedì 10 gennaio, nel cantiere navale di Sestri Ponente (Genova) in concomitanza con l'incontro decisivo convocato a Roma dal ministero dello Sviluppo economico. Lo storico stabilimento, insieme a quello palermitano, è messo seriamente a rischio dal piano di riorganizzazione dell'azienda che prevede oltre 1.200 esuberi. A Genova, Palermo e Ancona il clima è tesissimo. Davanti alla sede del dicastero ci sarà anche una delegazione che raggiungerà la capitale in pullman dalla Liguria. Il giorno successivo altro sciopero nei cantieri navali di Marghera (Venezia) contro l’accordo separato che porterà a 185 licenziamenti: ci sarà anche un'iniziativa esterna al cantiere veneto con i lavoratori diretti e i colleghi delle imprese di appalto a rischio.
Settimana calda per la Fiom anche perché oggi riaprono le fabbriche
Fiat (quelle che non in cassa integrazione) da cui le tute blu Cgil sono fuori per la prima volta nella storia. Il sindacato di Maurizio Landini terrà assemblee–sciopero in tutti gli stabilimenti continuando ad accumulare le firme per chiedere il referendum sul contratto di gruppo firmato dagli altri sindacati. Finora ne sono state raccolte circa 10mila, l'obiettivo di 18mila sottoscrizioni non è lontano. La campagna straordinaria in tutti i luoghi di lavoro servirà anche a preparare la manifestazione nazionale a Roma dell'11 febbraio.
Continua anche la lotta dei licenziati da
Wagon Lits e Servirail, da un mese sul tetto della torre della Stazione centrale di Milano e su quello di uno stabile della zona Prenestina, a Roma. Il loro obiettivo è discutere con il governo e le Fs di quali servizi ferroviari il paese ha bisogno dopo la soppressione dei collegamenti notturni per i pendolari tra Nord e Sud. Nuovo sciopero, oggi, al cantiere del
carcere di Uta, in provincia di Cagliari, dove circa quaranta lavoratori sono in assemblea dopo l’ennesimo ritardo della società Opere Pubbliche nel pagamento degli stipendi. Le retribuzioni di novembre e dicembre non sono state pagate e la maggior parte degli operai non hanno ricevuto la tredicesima. Non sono esclusi blocchi stradali nelle prossime ore.
Ennesimo capitolo della vicenda infinita dell'ex
Eutelia: la cordata 'Piero della Francesca', che dovrebbe rilevare una parte dell'azienda di Tlc, presenterà venerdì il piano industriale al ministero dello Sviluppo. Ma per i lavoratori in lotta da 18 mesi non è ancora finita l'angoscia dell'attesa. A quanto si apprende, infatti, gli imprenditori pronti a subentrare riassumeranno solo un terzo dei lavoratori esclusi (135 su 365) con i salari al minimo tabellare. Finale incerto anche per
Agile, l'altro pezzo dell'azienda finita in amministrazione straordinaria con l'accusa di bancarotta fraudolenta: mercoledì il tavolo al ministero con il nuovo compratore, la Tbs, ma anche in questo caso si teme che centinaia di ex dipendenti rimangano fuori.