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Fs, i lavoratori sulla torre rifiutano l’accordo

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La protesta degli operai ex Wagon Lits

Fs, i lavoratori sulla torre rifiutano l’accordo (foto tratta da ghigliottina.it) (immagini di Maurizio Minnucci)
I lavoratori della ex-Wagon Lits, in mobilitazione permanente contro i licenziamenti da giovedì 8 dicembre sulla torre della stazione centrale di Milano, hanno respinto l’accordo firmato poche ore prima presso la Regione Lombardia dalle organizzazioni sindacali con la sola eccezione della Cgil, della Filt Cgil e del Fast Ferrovie.

La trattativa aperta nella mattinata del 30 dicembre si è protratta fino alle ore 22 con il raggiungimento di un accordo ritenuto insoddisfacente dalla Cgil e dalla categoria dei trasporti. Per queste ragioni i lavoratori in presidio permanente hanno deciso di proseguire nella mobilitazione e i tre lavoratori arrampicati sulla torre rimarranno fino a che non si aprirà una trattativa nazionale.

Spiega Stefano Malorgio, segretario della Filt regionale: “Il taglio dei treni che collegano il nord e il sud del paese costituisce una riduzione dell’offerta di mobilità per i cittadini, in particolare lombardi. L’obbligo di cambiare treno (a Bologna o a Roma) e di utilizzare l’Alta Velocità rende non conveniente l’uso del treno con il risultato di uno spostamento del traffico verso il mezzo privato oppure il pullman. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Lombardia di impegnarsi formalmente presso il governo, con le parti sociali, per ripristinare questo servizio”.

“Non solo la Regione ha rifiutato questo impegno – prosegue il sindacalista –, ma sottoscrivendo già oggi un accordo volto unicamente alla ricollocazione (solo del personale della Lombardia) presta il fianco al gruppo Fs che ha un pretesto per non riaprire un confronto nazionale l’unico in grado di riconnettere il nord e il sud e risolvere i problemi occupazionali per tutti gli 800 lavoratori sul territorio nazionale. Questo consentirà per esempio, ad Fs di continuare ad assegnare treni Italiani con materiale Italiano alla società francese senza alcuna possibilità di discussione”.

“Apprezziamo lo sforzo della Regione volto ad attenuare l’impatto occupazionale di scelte nazionali sia del governo che del gruppo Fs . Abbiamo richiesto, inascoltati, che il processo di ricollocazione dei lavoratori avvenisse a seguito del ripristino almeno parziale del servizio nord-sud, al fine di verificare la reale quantità di esuberi e non scaricare costi impropri sui cittadini lombardi. Consideriamo la proposta di ricollocazione avanzata nel testo dell’accordo insoddisfacente e precaria”.

”Si dichiara che lo soluzione trovata in Lombardia non sarà ripetibile ponendo una pesante ipoteca sul destino degli altri 700 lavoratori in Italia; i lavoratori saranno rioccupati nella stragrande maggioranza in aziende degli appalti ferroviari (pulizia e piccole manutenzioni) con una garanzia occupazionale legata alla durata dei contratti di appalto alcuni dei quali scadranno nei prossimi sei mesi. Una cancellazione di fatto della clausola sociale; è stata rifiutata ogni possibilità di condividere criteri oggettivi per la scelta del personale con evidenti rischi di discriminazioni per i lavoratori più deboli; i 16 lavoratori della manutenzione che da cinque mesi non percepiscono alcun salario saranno ricollocati solo a partire dal mese di gennaio del 2013”.
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E ancora: “Riteniamo grave il comportamento del gruppo Fs che accetta, senza battere ciglio, una riduzione della propria produzione lasciando a 3 lavoratori su un torre di 50 metri la difesa del servizio.. Grave l’atteggiamento di Trenord che sottoscrive, senza motivo, un accordo separato in assenza della Cgil. Sbagliata la scelta delle altre organizzazioni sindacali che hanno deciso di accettare un accordo che non tiene conto né dei servizi tagliati ai cittadini, né dell’impatto occupazionale nazionale, in assenza del sindacato maggiormente rappresentativo nel settore e senza alcun confronto con i lavoratori che questa notte hanno bocciato l’accordo decidendo di proseguire nella mobilitazione”.

(aggiornato alle 13.20)



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TAGS wagon lits fs

31/12/2011 10:28

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Io proporrei la creazione di una società pubblica che acquisisca da Trenitalia tutti i treni notturni e suoi lavoratori,inclusi gli 846 licenziati. La nuova società dovrebbe acquisire anche compresi i Treni Notte ancora in vita ma di certo prossimi alla soppressione. Lo Stato oltre alle sovvenzioni dovrebbe anche investire per il riammodernamento del materiale rotabile. La nuova società potrebbe essere gestita come ente patrimoniale e chiamarsi Treni Notte Italiani.
1
con l'abolizione dei treni a lunga percorrenza e l'introduzione dell'alta velocità è venuta a mancare l'essenza del lavoro ,è come se la fabbrica dove lavoravi fosse stata bruciata non c'è più ne lei nè il lavoro e non è ricostrubile . Rifiutare un lavoro diverso da prima anche meno retribuito o più scomodo non è miopia è ciecità .

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