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Occupazione al palo nelle grandi imprese

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Dati Istat: continua la serie di cali tendenziali. A ottobre 2011 si registra una diminuzione annua dello 0,4% al lordo della cassa integrazione e dello 0,2% al netto. Rialzano la testa le retribuzioni, aumentano i prezzi alla produzione

di rassegna.it

Occupazione al palo nelle grandi imprese
Nel mese di ottobre l'occupazione nelle grandi imprese, al lordo dei dipendenti in cassa integrazione, è rimasta ferma rispetto a settembre (dato destagionalizzato), mentre al netto della cig segna un incremento dello 0,1%. Lo comunica l’Istat. L’istituto segnala però che nel confronto con lo stesso mese dell’anno scorso l'occupazione scende dello 0,4% al lordo della cassa e dello 0,2% al netto. Si allunga così la lunga serie di cali su base tendenziale.

Rialzano la testa, invece, le retribuzioni. Nelle grandi imprese a ottobre la retribuzione lorda per ora lavorata (al netto della stagionalità) aumenta rispetto al mese precedente del 4,2%. In termini tendenziali l'indice grezzo sale del 4,6%. Su base annua si tratta della prima crescita dopo due mesi di segni negativi. Infine il dato sui prezzi alla produzione dei prodotti industriali: a novembre sono aumentati del 4,2% rispetto allo stesso mese del 2010 e dello 0,1% su ottobre.

E' stagnazione dell'occupazione nelle grandi imprese, un'occupazione in calo da quasi 4 anni e che risulta in calo vertiginoso rispetto al 2009”. E' il commento di Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil.

“Il dato analizzato nel dettaglio – spiega Fammoni – è ancora più preoccupante. Il calo dell'occupazione è infatti accompagnato da una contestuale diminuzione della cassa integrazione e questo conferma che una parte dei lavoratori, quando finisce la cassa, non rientra in azienda e rimane senza lavoro; in aggiunta cade contestualmente anche il numero di ore lavorate per dipendente. E' la fotografia di un sistema produttivo in gran parte bloccato e di una occupazione che diminuisce subendo per prima direttamente le conseguenze della crisi”.

Per quanto riguarda invece l'aumento salariale di ottobre, secondo Fammoni “è dovuto a fattori specifici e nonostante questo è in base annua molto più basso dell'inflazione”. Si tratta quindi di “indicazioni chiarissime su ciò che bisogna fare per non chiudere definitivamente imprese e perdere altro lavoro: tutele straordinarie per i lavoratori e scelte per lo sviluppo e la ripresa nel 2012”.





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TAGS retribuzioni istat grandi imprese occupazione

30/12/2011 12:01

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