Dati Istat: impiego e prole ancora incompatibili, 702mila occupate hanno lasciato per dedicarsi ai figli minori di 8 anni. L'assenza dal lavoro riguarda molto meno i padri. Ma tutti i lavoratori con figli chiedono una migliore conciliazione dei tempi
Quattro donne su dieci interrompono il lavoro per prendersi cura dei figli. A renderlo noto è l'Istat, in un rapporto dedicato alla questione della conciliazione tra lavoro e famiglia. Secondo l'istituto - scrive l'Adnkronos -, sono infatti 702mila le occupate con figli minori di 8 anni che dichiarano di aver interrotto temporaneamente l'attività lavorativa per almeno un mese dopo la nascita del figlio più piccolo (il 37,5% del totale delle madri occupate). L'assenza temporanea dal lavoro per accudire i figli continua a riguardare, invece,
solo una parte marginale di padri.
Anche il congedo parentale è utilizzato prevalentemente dalle donne. Questo riguarda una madre occupata ogni due a fronte di una percentuale del 6,9% dei padri. In generale, dall'indagine emerge che quasi quattro italiani su 10 dedicano tempo ad assistenza e accudimento e circa un terzo degli occupati con figli è insoddisfatto del tempo dedicato alla famiglia.
Sono infatti circa 15 milioni 182mila (il 38,4% della popolazione di riferimento), spiega l'Istat, le persone che nel 2010 dichiarano di prendersi regolarmente cura di figli coabitanti minori di 15 anni, oppure di altri bambini, di adulti malati, disabili o di anziani. Il 27,7% delle persone tra i 15 e i 64 anni ha figli coabitanti minori di 15 anni, il 6,7% si prende regolarmente cura di altri bambini e l'8,4% di adulti o anziani bisognosi di assistenza.
Quasi 3 milioni e mezzo di occupati con figli o con altre responsabilità di cura (il 35,8% del totale) vorrebbe
modificare l'equilibrio tra lavoro retribuito e lavoro di cura: il 6,7% dedicando più tempo al lavoro extradomestico e il 29,1% trascorrendo più tempo con i propri figli o altre persone bisognose di assistenza.