Il decreto Monti passa con 257 sì, 24 in meno rispetto alla fiducia accordata lo scorso novembre al governo. Al no della Lega si sono aggiunti Idv, Svp e Union Valdotaine. Il premier: "Ora l'Italia può affrontare la crisi a testa alta in Europa"
Il Senato vota la fiducia sulla
manovra, ma calano i sì per il governo di Mario Monti. Rispetto ai 281 voti favorevoli con cui l'esecutivo ottenne il via libera di Palazzo Madama lo scorso 17 novembre, oggi i sì sono stati 257, cioè 24 in meno rispetto.
Al no iniziale della Lega si sono infatti aggiunti Idv, Svp e Union Valdotaine. Hanno invece votato votare a favore Pdl, Pd e Terzo Polo, Udc, Coesione nazionale-Io Sud. Il decreto diventerà legge dello Stato in via definitiva dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Con l'approvazione della manovra, l'Italia potrà affrontare la crisi "a testa alta". Così il presidente del Consiglio Mario Monti nel suo intervento di una ventina minuti in aula al Senato.
Il premier ringrazia i partiti che sostengono la maggioranza, promette dialogo con le parti sociali sulle riforme del mercato del lavoro, annuncia la fase due sulle liberalizzazioni e infine rivendica la bontà delle misure varate dal governo. "Lo slogan secondo cui pagano i soliti noti, - ripete - è rituale, ripetitivo e privo di fondamento".
Molti i banchi vuoti, soprattutto nel Pdl. Non è al completo nemmeno la delegazione leghista, che ieri ha dato vita alla 'protesta dei fischietti'.
"Con un avanzo primario che non ha pari in nessun paese europeo - sottolinea Montil'Italia porterà in Europa il suo contributo alla stabilità, ma anche elementi di riflessione e azione sempre più forti sulla politica economica di cui i nostri popoli hanno bisogno".
A suo giudizio, "per superare la crisi è essenziale la credibilità del sistema paese ed è essenziale che la nostra economia torni a crescere". Per questo e "essenziale che gli italiani sottoscrivano bot e btp, perché dobbiamo avere fiducia in noi stessi".