Dopo l'occupazione della torre alla stazione centrale di Milano, un gruppo di ex lavoratori dei servizi notturni ferroviari occupa il grattacielo Intesa San Paolo in costruzione a Torino. Intanto, i loro colleghi a Messina bloccano i binari del tram
di rassegna.it
Costretti a salire sempre più in alto per non precipitare: un gruppo di lavoratori della Servirail Italia ex-Wagon Lits, di Torino, è salito ieri sera sul grattacielo Intesa-San Paolo in costruzione nella città della Mole in segno di protesta contro il loro licenziamento. Lo stesso nei giorni scorsi avevano fatto i loro colleghi di Milano occupando la torre faro della stazione.
"Lo facciamo perché dall'11 Dicembre siamo senza lavoro - hanno spiegato gli operai torinesi - siamo stati lasciati a casa, quasi senza preavviso, perché la nostra azienda si è adeguata alla decisione di Trenitalia di tagliare i treni notturni a media e lunga percorrenza che ben collegavano il Nord e il Sud".
"Oltre 800 lavoratrici e lavoratori, in tutta Italia, privati di quello che è fondamento della dignità umana, il lavoro, e, ancora peggio, migliaia di cittadini e cittadine che ogni anno utilizzavano questo strumento di trasporto ora vivranno un forte disagio", aggiunge una nota.
I lavoratori si rivolgono quindi al neo-ministro alle Infrastrutture Corrado Passera, occupando un luogo simbolo della sua passata carriera (come ad di Intesa-San Paolo), chiedendogli di "affrontare e risolvere con urgenza il nostro caso e di far sì che il tavolo delle trattative, ora in assoluto stallo, si risolva positivamente al più presto".
Ma non c'è solo il Nord. La mobilitazione dei lavoratori ex Servirail passa anche per la Sicilia. A Messina sono al ventiduesimo giorno di protesta. Ieri, gli ex addetti ai treni notturni hanno bloccato a piazza Cairoli, a Messina, i binari del tram per circa un’ora. Preoccupa la tensione tra gli 85 dipendenti che non hanno più lavoro – si legge in una nota della Cisl e Fit Cisl di Messina -. Temiamo che la disperazione possa sfociare in atti più eclatanti e drammatici".