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La crisi dei call center colpisce la Sardegna

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Oltre 10mila gli addetti del settore a Cagliari e provincia. Ecco la situazione nelle principali aziende

di rassegna.it

La crisi dei call center colpisce la Sardegna (autore foto: vlima.com, da flickr) (immagini di autore: vlima.com, da flickr)
Rischia di collassare il settore dei call center a Cagliari e provincia, dove gli addetti sono circa 10mila e il mercato sta subendo i contraccolpi dovuti alle scadenze delle agevolazioni fiscali e contributive previste nella fase di start-up, rendendo il territorio cagliaritano, da sempre riconosciuto come polo d’eccellenza, meno appetibile per gli investimenti industriali.

Lo denuncia il segretario della Slc Cgil di Cagliari, Antonello Marongiu. La sigla di categoria, insieme alla Camera del lavoro, ha chiesto da oltre un anno di aprire un tavolo in Regione per affrontare le crisi aziendali. "A oggi - sottolinea il sindacalista - si è tenuto un unico incontro, a gennaio 2011, che ha prodotto solo dichiarazioni di interessamento al fenomeno".

"È evidente come l’impianto normativo sugli appalti sia insufficiente - afferma Marongiu - e in questo senso, anche a livello nazionale, la questione viene posta con forza dal sindacato confederale. La buona occupazione che si è creata a seguito delle stabilizzazioni dei lavoratori nel 2006-2007 è in serio pericolo".

Gli importi stanziati per gli ammortizzatori sociali "possono e devono essere utilizzati per consentire al settore il mantenimento dei livelli occupazionali per una popolazione di lavoratori con un altissimo livello medio di scolarizzazione, che ha già acquisito un livello di professionalità molto elevato".

Ecco la situazione in sintesi così come riportata dalla Slc.

Sky Dopo un periodo caratterizzato dall’incertezza, conferma gli investimenti sul territorio e sta modulando la propria strategia industriale resa ancor più complicata dalle difficoltà del mercato televisivo. Il grande operatore della televisione satellitare ha recentemente deciso di ritirarsi dal cosiddetto beauty contest, organizzato dall’ex ministro Romani, soprattutto a causa della mancata definizione di una gara d’asta per passare l’assegnazione le frequenze televisive liberate col passaggio al digitale terrestre, nonostante la raccomandazione dell'AgCom (piano frequenze di luglio 2010) e la prospettiva di un introito, per le casse dello Stato, di diversi miliardi di euro.

H3G Il grande operatore del mercato telefonico, che a Cagliari conta oltre 500 dipendenti a tempo indeterminato, conferma i propri investimenti sul territorio e non presenta criticità gestionali. L’azienda, concordando le ricadute della riorganizzazione coi sindacati, ha puntato decisamente sulla qualità del servizio, affidando ai lavoratori a tempo indeterminato la gestione di attività e ad alto valore aggiunto, proponendo sul mercato un sistema virtuoso che ha portato al riconoscimento delle professionalità e ad un sistema relazionale equilibrato.

Tiscali/Tiscali Contact La situazione di difficoltà dell’operatore sardo delle telecomunicazioni ha determinato la fruizione dei contratti di solidarietà ed il rilancio societario presenta delle complicazioni, inserendosi nel complessivo stato di difficoltà del tessuto sociale. Il 1 gennaio 2012 Tiscali, in controtendenza rispetto alle aziende del settore, internalizza i lavoratori di Tiscali Contact, dimostrando al mercato che la gestione interna delle attività di customer care rappresenta un’opportunità piuttosto che un costo. In questo periodo si sono tenute le elezioni Rsu, che hanno fatto registrare un netto successo della lista Cgil, che ha ottenuto oltre il 50% delle preferenze.

Comdata Il più grande call center in outsourcing della Regione, con 570 dipendenti a tempo indeterminato e circa 100 in somministrazione, gestisce due commesse importanti del comparto energetico e telefonico. L’attività, dopo un periodo di start-up, vede il sito di Sestu distinguersi come eccellenza nel settore e, a nostro avviso si sono create tutte le precondizioni per una stabilizzazione in termini di incrementi orari e predisposizione di una normativa che contemperi i tempi di lavoro con quelli di vita. Ciò è reso complicato da un sistema inficiato dalla concorrenza sleale dovuta dall’applicazione di contratti parasubordinati che taluni operatori continuano a riproporre mal interpretando le direttive sulle stabilizzazioni dell’ex ministro Damiano, parzialmente modificata, alimentando non pochi equivoci, dall’ex ministro Sacconi.

Kistio Ha dichiarato la cessazione dell’attività, di conseguenza, 180 lavoratori, 137 dei quali a Cagliari, perderanno il proprio posto di lavoro. L’azienda ascrive alla concorrenzialità del mercato, viziata dall’utilizzo dei contratti a progetto, la responsabilità del “fallimento” dell’attività imprenditoriale. Nella giornata di mercoledì 21 Dicembre, si terrà un incontro presso l’Assessorato regionale al lavoro, per provare a limitare le ripercussioni dal punto di vista occupazionale e cercare soluzioni alternative.

Call Center Net Controllante di Nesos, a sua volte partner di Ichnos, svolge alcune attività di outbound tramite altri call center che si servono di contratti a progetto ed operano fianco a fianco ai lavoratori subordinati. Le aziende sarde hanno risentito delle difficoltà gestionali/commerciali della commessa energetica ed attualmente fruiscono di ammortizzatori sociali per far fronte alla variabilità dei volumi di traffico telefonico. I dipendenti hanno accumulato pesanti ritardi nella corresponsione delle retribuzione e stanno sostenendo enormi sacrifici determinati dalla crisi di liquidità che ha investito le proprie aziende.

Entu Estru Piombata in una profonda crisi determinata dalla cessazione della commessa di Tiscali, ha dovuto richiedere l’apertura della cassa integrazione in deroga per far fronte al calo dei volumi conseguente. Circa 90 lavoratori hanno oramai come unica fonte di reddito l’indennità erogata dall’Inps.

Piccoli e piccolissimi call center La nostra organizzazione ha caratterizzato il proprio operato e utilizzato in termini solidaristici le proprie risorse umane ed economiche verso la diffusione della tutela sindacale, cercando di rappresentare i lavoratori dei call center privi di rappresentanza e quelli nei quali le tipologie contrattuali impediscono ai lavoratori l’esercizio delle libertà sindacali e, talvolta individuali, attraverso un sistema capillare di tutela legale, svolto di concerto con l’ufficio vertenze della Camera del lavoro di Cagliari.


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TAGS call center cagliari

21/12/2011 14:43

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