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Persino in Germania la spintarella funziona

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Uno studio dell'università di Norimberga condotto su 15mila imprese rivela che un tedesco su 4 trova impiego grazie a "conoscenze" o "relazioni personali". Funzionano anche gli annunci sui giornali, mentre sono marginali le agenzie interinali e il web

di rassegna.it

Persino in Germania la spintarella funziona (foto da sophisticatededge.com) (immagini di Fabrizio Ricci)
Chi l'avrebbe detto che anche nella civilissima Germania la conquista del posto di lavoro, molto spesso, è il frutto di relazioni personali? I tedeschi la chiamano 'Beziehung', letteralmente 'Vitamina B', ma in italiano significa relazione, rapporto, o, se vogliamo, qualcosa di molto simile alla nostra raccomandazione. Ebbene, uno studio studio condotto su 15mila imprese dall'Istituto per la ricerca sul lavoro e la professione di Norimberga rivela che un tedesco su 4 trova lavoro proprio grazie a “canali personali”.

E le conoscenze, come emerge dallo studio, contribuiscono anche in maniera significativa alla percentuale di successo delle richieste d'impiego: quasi due candidature di conoscenti o amici su tre si concludono con l'assegnazione del posto.

Per chi non ha santi in paradiso, invece, non restano che i metodi di una volta. Lo studio evidenzia infatti come le inserzioni su giornali e riviste siano ancora uno dei canali più fruttosi per chi cerca impiego in Germania. Attraverso di esse vengono occupati il 25% di posti a disposizione. Solo un lavoro su sette, invece, viene rispettivamente trovato attraverso le agenzie di collocamento o gli annunci su internet. Alle agenzie interinali rimane un ruolo marginale, con solo il 2,8% di nuovi occupati che passano attraverso di loro.

Dunque, anche in Germania sono i metodi tradizionali a dare i migliori risultati. Un altro studio dello stesso istituto di Norimberga ha svelato che i social network, a differenza di quello che succede ad esempio negli Usa, per i tedeschi non funzionano. Anche perché i pochi fortunati che riescono a ottenere un impiego grazie a Facebook o Twitter devono accontentarsi di contratti precari e buste paga più leggere. Insomma il messaggio è chiaro: continuate pure a scoprire nuovi amici e passioni online, ma se siete disoccupati ritagliatevi anche un po’ di tempo per distribuire porta a porta il vostro CV.



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TAGS social network occupazione germania disoccupati lavoro

20/12/2011 09:23

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