Il presidente della Bce parla all'Europarlamento. La ripresa nell'Eurozona sarà "molto graduale" e le prospettive restano incerte
La ripresa economica dell'eurozona avverrà in modo "molto graduale" e
le prospettive restano "altamente incerte". L'euro però è "irreversibile", e la sua fine non arriverà. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi davanti all'Europarlamento.
Draghi ha anche espresso la sua opinione sulla possibilità che la Bce finanzi gli Stati divenendo prestatore di ultima istanza: "
I Trattati impediscono alla Bce di finanziare gli Stati ed ogni azione che violasse i Trattati avrebbe conseguenze negative sulla credibilità del nostro istituto e questo non porterebbe a nulla di buono".
Tuttavia il presidente della Bce ha affermato che
"le banche possono utilizzare i prestiti della Bce anche per acquistare bond degli Stati", aprendo così alla possibilità appoggiata dal presidente francese Sarkozy che ha incoraggiato gli istituti ad acquistare obbligazioni con i fondi a tre anni che la Bce ha messo a disposizione. Draghi finora era sempre stato contrario, sostenendo che i finanziamenti alle banche servono per garantire in ultima analisi i prestiti a imprese e famiglie.
Poi un passaggio sulle
agenzie di rating la cui influenza va ridotta "nella legislazione e nelle pratiche dei mercati", in quanto il ricorso alla notazione delle agenzie "dovrebbe essere solo uno dei tanti elementi di valutazione" da parte degli investitori.
Infine Draghi ha avvertito che
se la Francia perderà la tripla A, altri Paesi seguiranno a ruota e subiranno un downgrade.