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Si ferma il pubblico impiego: "Pagano i soliti noti"

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Sciopero di 8 ore e presidi in tutta Italia per chiedere un cambio radicale della manovra nel segno dell'equità. Si uniscono i lavoratori di scuola, università, ricerca e Afam. Presidi in tutta Italia. Grande riuscita: "Ora il governo ne prenda atto"

di rassegna.it

Nel calendario delle proteste contro la manovra in votazione al Senato, oggi (19 dicembre) è il turno dei lavoratori dei servizi pubblici, che si fermano per uno sciopero indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa. Stop di 8 ore e presidi in tutta Italia per chiedere un cambio radicale nel segno dell'equità. Aderiscono i medici, i vigili del fuoco, gli addetti degli enti previdenziali in via di soppressione e quelli delle Province.E' iniziato il presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti a Montecitorio. Al sit-in, organizzato in concomitanza dello sciopero nazionale dei lavoratori dei servizi pubblici e della scuola, sono arrivate già diverse centinaia di persone.

Dalle 9 e mezza è in corso il presidio a Roma davanti a Montecitorio. Tra gli striscioni esposti campeggia quello dei medici: "Chi paga la manovra? I soliti noti". In piazza Montecitorio sono presenti tutte le categorie del pubblico impiego, compresi alcuni lavoratori della sanità del Lazio, come il San Carlo-Idi e Cristo Re. "Per salvare l'Italia bisogna salvare i servizi pubblici", si legge uno striscione esposto dalle educatrici del Comune di Roma.

"L'esito di questa manovra sarà quello di avere medici sempre più anziani e turni di lavoro notturni sempre più massacranti, senza prospettive per migliaia di giovani e precari - dice Massimo Cozza, segretario Fp Medici della Cgil -. Cosi' si strangola il servizio sanitario nazionale. Un terzo dei medici del servizio sanitario nazionale ha gia' tra i 55 e i 65 anni, solo un medico su dieci ha tra i 40 e i 50 anni".

"La manovra deve cambiare disegno - afferma il segretario della Fp Cgil del Lazio Lorenzo Mazzoli - perché continua a chiedere sacrifici a chi ha gia' dato tanto in questi anni e in molti casi non e' piu' in grado di dare". "Scioperiamo non solo per le pensioni e per il contratto nazionale - fa eco il segretario generale della Fp Cgil Rossana Dettori -, ma affinche' i servizi pubblici non vengano smantellati, perché i servizi pubblici non sono differenti dai lavoratori". Tra i manifestanti anche il senatore del Pd Ignazio Marino giunto in piazza in camice bianco.

I sindacati non accettano il fatto che la riforma della previdenza "sia scaricata sulle spalle di lavoratori e pensionati". E avanzano alcune proposte, come l'inserimento nel pacchetto Monti di misure che colpiscano l'evasione e i grandi patrimoni; una riforma fiscale che alleggerisca le tasse sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazione della spesa pubblica per la crescita. Ma anche il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione, bloccati dalle varie finanziarie del precedente governo.

Tra le altre priorità individuate
, l'eliminazione degli ulteriori tagli alle autonomie locali per difendere il welfare locale e la sanità; ristrutturare le istituzioni centrali e locali, evitando affrettate operazioni mediatiche e ragionieristiche come nel caso delle province o degli enti previdenziali (vedi super-Inps).

Si uniscono i lavoratori di scuola, università, ricerca, Afam (conservatori) e formazione professionale, "non disposti a pagare ancora una volta il peso del risanamento". È quanto si legge in una nota della Flc. I sindacati di categoria delle tre confederazioni hanno quindi proclamato lo sciopero nei diversi settori della conoscenza, sempre per lunedì 19 dicembre, con iniziative in tutti i territori.

Queste le modalità dello stop. Scuola statale: un'ora al termine delle lezioni o del servizio e per il personale docente con turno pomeridiano, alla prima o ultima ora di lezione. Scuola non statale e formazione professionale: un'ora al termine delle lezioni o del servizio (si sono uniti anche Snals e Gilda). Università, ricerca e Afam: intera giornata. "È solo l’inizio di una lunga fase di mobilitazione se il governo Monti non cambia musica", afferma in una nota il segretario della Flc, Mimmo Pantaleo".

A fine giornata arriva la soddisfazione del sindacato. Lo sciopero del lavoro pubblico indetto unitariamente da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa per l'intera giornata o turno di lavoro "sta avendo un'alta adesione tra i lavoratori, in molti casi superando il numero degli iscritti alle sigle sindacali". E' quanto si legge in una nota congiunta.

I dati andranno analizzati nel loro insieme, ma per i segretari generali Rossana Dettori (Fp), Giovanni Faverin (Cisl), Giovanni Torluccio (Uil) e Benedetto Attili (Uil) "l'alta adesione già registrata e la buona riuscita dei presidi sono sufficienti a dare una valutazione positiva della mobilitazione".

Chiaro il messaggio delle sigle sindacali: "Il governo prenda atto del segnale mandato dai lavoratori della pubblica amministrazione, correggendo la manovra nel segno dell'equità e aprendo un tavolo di confronto sui temi del lavoro pubblico, dalla contrattazione nazionale e decentrata alla riorganizzazione degli enti, dalla previdenza ai servizi pubblici locali".

(Ultimo aggiornamento 17.40)



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TAGS sciopero manovra pubblico impiego

19/12/2011 11:12

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