Sarah Mason, iconizzata, è "The Protester", "il contestatore", la "Persona dell'anno" di Time. E' americana, protestava a Los Angeles. Ma nella copertina è diventata una donna araba DI LORENZO DECLICH, 30SECONDI.GLOBALIST.IT
Sarah Mason, iconizzata, è "The Protester", "il contestatore", la "Persona dell'anno" di Time. E' americana, protestava a Los Angeles. Ma nella copertina è diventata una donna araba.
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La riconoscete?
Si chiama Sarah Mason e, iconizzata, è “The Protester”, “il contestatore”, la “Persona dell’anno” del Time:
Sarah è stata fotografata da
Ted Soqui lo scorso
novembre durante una manifestazione di fronte alla Bank of America nella downtown di Los Angeles (vedi anche
qui). La copertina del
Time e firmata Shepard Fairey, quello di “Hope”:
Nell’iconizzazione operata dall’”artista”, la fotografia di Sarah perde alcune caratteristiche e ne acquisisce altre. Sul fazzoletto scompare la scritta, un messaggio che conosciamo bene e che –alla fine– era il messaggio”vero” della fotografia: 99%, cioè “quella parte di mondo che non possiede ricchezza”. Scompare poi anche lo scollo di Sarah che ci indicava, principalmente, che quella che portava in faccia era una protezione, una maschera, non un velo.
Sorpresi, vero? Non avevate pensato tutti che quella fosse una donna egiziana, o comunque araba? O forse che quel velo fosse, anche, un simbolo religioso? Non eravate tutti — tranne qualcuno che, sono sicuro, si sarà anche indignato — pronti ad “accettare” quel suo “velo islamico”?
In “
The protester“, l’articolo di Kurt Andersen sulla cover più importante dell’anno non si parla di Los Angeles, e nemmeno di Sarah. Ecco, questo è tecnicamente un “
orientalismo“.
da
http://30secondi.globalist.it