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Italia in recessione, persi 1 milione di posti di lavoro

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L'associazione degli industriali presenta un quadro drammatico per l'economia del Paese. Nel 2012 il Pil crollerà dell'1,6%, mentre l'occupazione subirà una nuova forte contrazione, scendendo dello 0,6%. Scenari apocalittici in caso di crollo dell'euro

di rassegna.it

Italia in recessione, persi 1 milione di posti di lavoro (foto da democraziakmzero.org) (immagini di Fabrizio Ricci)
L'Italia è in recessione, una recessione pesante. Nel 2012 il Pil crollerà dell'1,6%. Nel frattempo l'occupazione subirà una nuova forte contrazione, scendendo dello 0,6% l'anno prossimo e dello 0,2% in quello seguente, con 957mila unità di lavoro e 800mila persone occupate in meno rispetto all'inizio del 2008. A delineare questo quadro allarmante è Confindustria attraverso il suo centro studi.

Viale dell'Astronomia ritiene infatti molto probabile che “si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti e il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012, rimanendo poi a tale livello nel corso del 2013”. Tra i più colpiti dalla crisi, giovani (-24,4% nella fascia 15-24enni e -13,3% per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011), maschi (-3,4%) e chi ha una minore istruzione (-10,6% per chi ha solo una licenza media).

Confindustria ha poi rivisto nettamente al ribasso le previsioni sul Pil diffuse appena tre mesi fa, a settembre, quando stimava una crescita dello 0,2% l'anno prossimo (ora la previsione è di un crollo dell'1,6%, appunto). Per la ripresa, sempre secondo l'associazione degli industriali, occorrerà aspettare il 2013 (Pil +0,6%).

Il direttore del Csc, Luca Paolazzi, ha comunque sottolineato che quello elaborato è uno scenario ottimistico che “si basa sull'idea e la speranza che la crisi dell'area euro venga superata rapidamente, che ci consenta di bloccare il credit crunch e che rientrino rapidamente le tensioni sui tassi d'interesse a lungo termine, con il rendimento dei Btp sotto il 5% entro la primavera”.

Confindustria avverte poi delle conseguenze drammatiche che si detereminerebbero se crollasse l'euro: le quattro
maggiori economie dell'Eurozona - afferma l'associazione - denuncerebbero un tracollo del Pil tra il 25-50% e svanirebbero tra i 6 ed i 9 mln di posti di lavoro per ciascun paese. Sarebbe un default per tutti, Germania compresa.

Ecco le stime proposte dal centro studi di Confindustria per le principali voci economiche:

Anno 2011 2012 2013
Pil +0,5% -1,6% +0,6%
Consumi famiglie +0,6% -1% +0,4%
Esportazioni +4,2% +0,2% +3,6%
Importazioni +2,3% -1,3% +3,4%
Occupazione (Ula) +0,9% -0,6% -0,2%
Tasso disoccupazione 8% 8,6% 9%
Prezzi al consumo +2,8% +2,2% +2,1%
Debito P.a % sul Pil 120,3 121,3 118,0


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TAGS crisi recessione disoccupazione giovanile confinustria occupazione lavoro

15/12/2011 10:05

Leggi i commenti

1
Ci voleva un genio per capire che tutte le manovre di quest'anno a totale spesa dei lavoratori dipendenti avrebbero necessariamente portato un calo dei consumi e di conseguenza della produzione industriale e di conseguenza dei posti di lavoro.
Ma ci vorrebbero ben altri geni per ipotizzare che forse questo è un problema sistemico (UE) e non semplicemente italico...ma forse non ci sono altri geni dalle parti della "Bocconi"..

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