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Marchionne battezza la Panda, la Fiom protesta

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L'ad della Fiat blandisce: "L'utilitaria qui perché abbiamo un rapporto privilegiato con l'Italia". Fuori dallo stabilimento manifestazione delle tute blu Cgil. De Magistris non si presenta: "Non è un giorno di festa per il lavoro e la democrazia"

di rassegna.it

Nuova Panda e proteste a Pomigliano (foto di Attilio Cristini) (immagini di Attilio Cristini)
Dentro gli applausi dei suoi, fuori al protesta del lavoratori. Nel giorno del debutto della nuova Panda nella fabbrica di Pomigliano, mentre Marchionne parla nel cuore della catena di montaggio e firma con John Elkann il primo modello della nuova utilitaria Fiat, fuori dai cancelli esplode il malcontento.

I manifestanti, iscritti alla Fiom, ai Cobas e appartenenti al mondo dell'associazionismo e di alcuni partiti di sinistra, hanno infatti esposto alcuni striscioni, e occupato in parte la carreggiata stradale, poi sono stati invitati dalle forze dell'ordine a lasciare la strada per consentire il passaggio ai pullman di giornalisti provenienti da Napoli.

Intanto, dentro lo stabilimento, John Elkann saliva sul palco per ribadire l'impegno della famiglia all'interno del gruppo Fiat Chrysler e per sottolineare l'appoggio totale nei confronti dell'amministratore delegato Sergio Marchionne. "Ribadisco qui l'impegno mio e della mia famiglia a sostenere gli sforzi di Marchionne che hanno l'obiettivo di fare Fiat-Chrysler un grande gruppo che fa grandi automobili".

Poi è la volta di Marchionne, che dopo l'accordo firmato ieri per un nuovo contratto auto senza le tute blu della Cgil, e dopo le parole di fuoco delle scorse settimane, ora blandisce: "Il nostro dovere è privilegiare il Paese in cui la Fiat ha le proprie radici. La nostra scelta di fare qui la Panda - ha spiegato - non è basata su principi economici e razionali. Lo abbiamo fatto considerando la storia della Fiat in Italia, il rapporto privilegiato con il Paese".

"Agli scettici, ai detrattori, agli antagonisti per professione – poi l'ad del Lingotto attacca neanche troppo velatamente- rispondiamo con i fatti. Per chi invece ci ha creduto, per chi ci ha sostenuto, per chi ha lavorato con noi per realizzare questo progetto, i fatti sono la migliore soddisfazione". Lo ha affermato Sergio Marchionne, ad della Fiat, alla presentazione della nuova Panda. "Sono i fatti, come quelli di oggi - ha aggiunto - che ci permettono di costruire una Fiat forte e competitiva".

"Chi ancora dubita che in questo stabilimento si possano fare le cose
e farle bene - ha proseguito Marchionne -, non ha che da venire qui, vedere i reparti della fabbrica e parlare con la gente che ci lavora. Chi ancora dubita che a Pomigliano e nel Sud Italia si possa creare una nuova cultura industriale, che si possano cambiare le cose, migliorando quello che c'è di positivo ma anche cancellando quanto c'è di negativo, non ha che da venire qui. Chi ancora dubita che gli impegni della Fiat siano seri e fondati, non ha che da venire qui. Abbiamo mantenuto le nostre promesse. Abbiamo sempre abbracciato le sfide più alte, forse anche le più difficili, ma proprio per questo degne di essere seguite".

"Oggi sono qui per ribadire, con i fatti, che la Fiat intende fare la sua parte. La nostra azienda ha una strada chiara davanti. Non è una partita facile, ma grazie all'accordo con Chrysler, abbiamo la possibilità di vincerla", ha infine concluso Marchionne. "Abbiamo tutte le carte in regola per dimostrare che siamo all'altezza della situazione. La nostra alleanza è una base solida per creare il mosaico della futura azienda, l'Italia può essere un pezzo fondamentale".

Un'assenza, però si è fatta notare, quella di sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che sulla sua mancata partecipazione al battesimo della Nuova Panda ha scritto sul suo blog personale: "Oggi è un giorno importante perché si ufficializza l'inizio della produzione del nuovo modello Panda a Pomigliano, frutto anche delle battaglie condotte nei mesi scorsi dalle lavoratrici e dai lavoratori". "Eppure – ha concluso - non è certo un giorno di festa per il mondo del lavoro e per la democrazia: sempre oggi, infatti, si celebra la fine del Contratto collettivo nazionale e la fine della rappresentanza sindacale". Per de Magistris si tratta della "morte della democrazia nelle fabbriche e in tutti i posti di lavoro. E quando la democrazia muore nelle fabbriche, cioè nel mondo del lavoro, muore anche nel paese. E questo non può essere celebrato, questo non può essere consentito".



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TAGS fiat fiom pomigliano marchionne

14/12/2011 12:12

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Wolkswagen= Auto del Popolo; Fiat= Auto degli Schiavi!
In Germania altro paese dell'UE, nelle industrie dell'auto ci sono: Modelli; Diritti; Lavoro, e Salario.
Con la Scusa della Crisi, La Costituzione, e lo Statuto dei Lavoratori, non possono restare fuori dai cancelli delle fabbriche, e neanche la FIOM-CGIL.
I prodotti che acquistiamo, quale Certificazione Sociale hanno? Cosa c'è Dietro? Sangue? Zero Diritti? Schiavitù?
Oltre al bollino Bio, un Bollo Sociale sui Diritti dei Lavoratori?
2
marchionne facendo i propri interessi fa quello che e'tenuto a fare cioe'procurare profitti e lo fa anche comprimendo diritti salari e sicurezza dei lavoratori,mentre e'vergognoso quel che hanno fatto i"sindacati complici"che dovrebbero essere prolavoratori,di fatto invece hanno rinunciato a fare il proprio dovere,che era quello della tutela dei suddetti..hanno invece collaborato per eliminare l'unico sindacato che decideva di farlo la cgil!!cisl e uil vergognatevi e anche i vostri iscritti!!
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Solo in questa misera nazione un amministratore delegato che negli ultimi anni ha prodotto risultati negativi a due cifre per l'azienda che amministra può ritenersi e autoproclamarsi vincitore!
La politica tra l'altro lo sta continuando a fare già da parecchio tempo ma non è forse questo il fantastico mondo del capitalismo?
Povera Italia, povera democrazia.

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