Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



La sentenza

Umbria Olii, non era colpa delle vittime

   Print  

L'imprenditore Del Papa condannato a 7 anni in primo grado. Dopo cinque lunghi anni si chiude almeno il primo capitolo di una delle vicende più grottesche e controverse della storia recente degli incidenti sul lavoro in Italia DI F.RICCI

di Fabrizio Ricci, rassegna.it

umbria olii (immagini di foto Cgil Umbria)
SPOLETO - Dunque, la colpa non era degli operai morti. Non sono stati loro, con la loro imperizia a far saltare in aria quel silos. E non è stato nemmeno Klaudio Demiri, l'unico sopravvissuto, ad innescare la terribile esplosione con una manovra sbagliata della gru che stava pilotando. Il colpevole è l'imprenditore, Giorgio Del Papa, titolare della Umbria Olii di Campello sul Clitunno, che evidentemente non ha fatto quanto avrebbe dovuto per evitare la tragedia che si è poi consumata.

Saranno le motivazioni della sentenza a chiarire i dettagli, ma intanto il giudice Alberto Avenoso, del tribunale di Spoleto, ha deciso oggi di condannare l'imprenditore umbro a 7 anni e 6 mesi di reclusione per l'omicidio colposo di Maurizio Manili, Tullio Mottini, Giuseppe Coletti e Wladimir Todhe, i 4 lavoratori di una ditta esterna che il 25 novembre del 2006 persero la vita nella sua azienda in una terribile esplosione.

Oltre al carcere ci sono poi i risarcimenti (in molti casi in via provvisionale) che ammontano complessivamente ad oltre 2,5 milioni di euro. Soldi che andranno sia ai parenti delle vittime che allo Stato (ministero dell'Ambiente e Inail) e alle istituzioni locali (Regione Umbria, Comune di Campello sul Clitunno).

Dopo cinque lunghi anni si chiude così almeno un primo capitolo di una delle vicende più grottesche e controverse della storia recente degli incidenti sul lavoro in Italia. Si ricorderà infatti la clamorosa richiesta di risarcimento che proprio Del Papa aveva avanzato ai familiari delle vittime, colpevoli, a suo dire, di aver danneggiato la sua azienda nell'ultimo atto della loro vita.

“Oggi finalmente ci siamo liberati di un grande peso – ha detto Anila Todhe, moglie di Wladimir, dopo la lettura della sentenza - anche se sappiamo che la storia non finisce qua, perché ci sarà l'appello e poi la Cassazione. Ma quantomeno un primo grande passo è stato fatto e dormire la notte sarà un po' più facile”.

Anche Klaudio Demiri, l'unico superstite del disastro, che la difesa di Del Papa aveva tentato di indicare come vero responsabile dell'accaduto, si è detto “molto più tranquillo” dopo la sentenza di oggi. Visibilmente commosso invece Antonio Coletti, fratello di Giuseppe: “Le mie sono lacrime di giustizia”, ha detto ai microfoni dei tanti cronisti che lo hanno attorniato dopo la sentenza.

Sette anni e sei mesi, dunque, questa la decisione del giudice. Una pena inferiore a quella richiesta dall'accusa (12 anni), dato che non è stata accolta l'ipotesi di aggravante data dalla colpa cosciente (ovvero la consapevolezza del rischio a cui erano sottoposti i lavoratori). Ma una pena comunque pesante, come sottolinea Francesca Di Maolo, uno degli avvocati dei familiari delle vittime. “E' una sentenza che riconosce pienamente la colpevolezza dell'imputato e questa è la cosa fondamentale – ha sottolineato l'avvocato – non eravamo in cerca di pene esemplari, ma di pene giuste”.

Per il sindaco di Campello, Paolo Pacifici, la sentenza è in sintonia con le parole del Capo dello Stato, pronunciate proprio pochi giorni fa in occasione del quinto anniversario della strage di Campello. “Napolitano ha ricordato a tutti che le morti sul lavoro non sono mai fatalità, ma che c'è sempre una responsabilità alla base. Responsabilità che lo Stato deve individuare per dare giustizia alla memoria delle vittime e ai loro familiari”.

Presente in aula anche la Cgil, con il segretario regionale, Mario Bravi, e quello provinciale di Perugia, Vincenzo Sgalla. “Finalmente con la sentenza di oggi si chiarisce dove stanno le responsabilità alla base della tragedia di Campello sul Clitunno e si mette fine ai tentativi, reiterati fino all'ultimo da parte dell'imprenditore Giorgio del Papa, di spostare su altri le responsabilità, incolpando persino le vittime del disastro”, hanno dichiarato i due sindacalisti.

“Crediamo che questa sentenza – hanno aggiunto – parli anche agli imprenditori della nostra regione ed alla Confindustria, alla quale da tempo abbiamo chiesto, invano, di prendere le distanze da un imprenditore, oggi dichiarato colpevole, che ha avuto la sfrontatezza di chiedere 35 milioni di euro di risarcimento ai familiari delle vittime. Le esitazioni – hanno concluso Bravi e Sgalla – vanno a questo punto messe da parte, così come va superato un modo approssimativo di fare impresa e di gestire le aziende, che appartiene al passato e non può conciliarsi con l'esigenza di moderne relazioni industriali che la stessa Confindustria invoca a gran voce. Il rispetto rigoroso delle regole, come ha ricordato più volte il Presidente della Repubblica, è l'unico modo serio di fare impresa che noi possiamo accettare”.



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS umbria olii

13/12/2011 19:52

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

umbria olii

Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it