L'Europa più unita parte senza la Gran Bretagna. Al vertice europeo di Bruxelles, Londra si è opposta a un rafforzamento della governance economica, seguita anche dall'Ungheria. Non c'e' accordo a 27, ma si va avanti a 17+ 6. Dopo una maratona negoziale durata oltre nove ore, i leader dell'Ue non sono riusciti a superare le resistenze della Gran Bretagna, che, nelle parole del presidente francese Nicolas Sarkozy, aveva posto delle "condizioni inaccettabili" per dire sì a una riforma dei Trattati a 27.
I 23 si danno nuove regole su unione fiscale, riforma del fondo salva Stati e prestiti all'Fmi. La questione eurobond è invece rinviata di sei mesi. A partecipare saranno i 17 paesi dell'eurozona, mentre "i capi di stato e di governo di Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Polonia e Romania hanno indicato la loro intenzione di fare parte del processo". "I capi di stato di governo della Repubblica Ceca e della Svezia si consulteranno con i propri parlamenti prima di prendere una decisione". Fuori dall'accordo, invece, Gran Bretagna e Ungheria.
Il Fondo Salvastati viene potenziato di 200 miliardi, tramite richiesta di disponibilità al Fondo monetario internazionale. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy. "La leva per potenziare il fondo salvastati Efsf sara' utilizzata in tempi rapidi - ha detto- e abbiamo anche raggiunto l'accordo sull'anticipo dell'entrata in vigore del fondo permanente Esm, dal luglio 2012".
"Considerata l'assenza di unanimita' tra gli stati membri dell'Ue", questi hanno deciso di adottare le nuove misure anticrisi "attraverso un trattato internazionale che deve essere firmato a marzo o prima", con l'obiettivo di "incorporare questi provvedimenti nei Trattati dell'Unione il prima possibile". E' quanto si legge nelle conclusioni della prima nottata di lavoro del vertice Ue