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L'ingegner Alfonso e la lavoratrice Cristina

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Cristina compirà 57 anni nel marzo del 2012. Da domenica sera, Cristina, un figlio ventenne all’università, separata, è disperata: andrà in pensione, se tutto andrà bene, a 65 anni e 6 mesi DI PAOLO SERVENTI LONGHI

di Paolo Serventi Longhi*

Cristina compirà 57 anni nel marzo del 2012. Lavorava per una scorporata di una grande azienda ex pubblica. Da pochi mesi, è in mobilità per tre anni in seguito ad un buon accordo sindacale. Era certa di poter andare in pensione, con il vecchio regime, nel 2017, a 62 anni e 5 mesi. Da domenica sera, Cristina, un figlio ventenne all’università, separata, è disperata: andrà in pensione, se tutto andrà bene, a 65 anni e 6 mesi. Chi o cosa le consentiranno di sopravvivere per quei tre anni in più?

Francesco ha 35 anni, dottore di ricerca in storia contemporanea, è stato appena messo alla porta dall’Università di Roma perché non gli è stato rinnovato il contratto a termine. Insomma grazie ai tagli di Tremonti sta a spasso, senza stipendio, nonostante i due libri pubblicati e nonostante continui a lavorare gratis, da volontario, in facoltà. Vive in una dignitosa piccola casa di 80 metri quadri, eredità della nonna, in un quartiere periferico della capitale. Dovrà pagare, secondo i suoi calcoli, circa 400 euro di Ici, e con gli aumenti dell’accise sulla benzina e dell’Iva dovrà rinunciare all’auto e ad altri beni indispensabili per chi vive in una grande città.

Senza citare i casi limite (il lavoratore dipendente di 52 anni che andrà in pensione sei anni dopo del previsto), sono milioni gli italiani che vivono alle soglie della povertà colpiti dalla manovra del professor Monti. E tra questi metteteci i 7-8 milioni di pensionati sotto i 1200 euro al mese, ma sopra i 960 euro previsti dalla manovra, che non avranno più rivalutato l’assegno mensile. Nell’arco di tre-quattro anni costoro potranno dirsi poveri.

L’ingegner Alfonso ha trasferito la residenza a Montecarlo, ha dieci società e costruisce immobili a Milano e Torino, il posto in barca a Saint Tropez e qualche milione in banca investito in fondi obbligazionari. Poverino, gli toccherà pagare il bollo sui titoli e la tassa sul Suv del figlio che sta per partire per le vacanze di Natale a Cortina. Ecco l’equità negata. Perché, partiti di centrodestra e anche di centrosinistra, la manovra non colpisce chi finora non ha pagato per nulla la crisi ma soltanto chi invece ha già abbondantemente dato? Ecco perché saremo in piazza con la Cgil e gli altri sindacati lunedì 12 dicembre e perché aderiamo allo sciopero.

* Direttore di Rassegna Sindacale



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TAGS pensioni manovra

06/12/2011 17:46

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Lo "Stato" come dice Angelo non mantiene gli extracomunitari, li costringe anzi a rimanere rinchiusi nei Cie! Molti dimenticano che è grazie alle lavoratrici ed ai lavoratori stranieri che l'Inps ha i conti in attivo! Che la manovra sia ingiusta e vada cambiata lo sappiamo ed è per questo che saremo nelle piazze il 12 dicembre, non si può accettare oltre lo sfruttamento delle donne nei luoghi di lavoro e in famiglia, spero che il PD la smetta di portare acqua al mulino di Berlusconi! Fiorenza rs
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Non capisco il perche' non toccano anche i baby pensionati,la bidella che in pensione a 32 anni dal 1983,e che lo stato gli ha gia' restituito in pensione 261000€ in piu' di quello che ha versato!Ho40 anni di contributi e 55anni di eta',ho gia'subito l'onta dai 35 ai 40anni, poi 41 piu' la finestra,ora 42+2 mesi, basta "stato" di merda;spendi i nostri soldi per mantenere gli extracomunitari che spaccano bruciano tutto.E'40 anni che hai in mano i miei contributi, me li vuoi rendere???

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