L'indagine Istat sulle attività dei cittadini: negli ultimi 20 anni i giovani dedicano 19 minuti in meno al giorno a istruzione e formazione. Crescono tempo libero e spostamenti. Sale tempo di lavoro per gli occupati. Donne penalizzate, poco tempo libero
Negli ultimi venti anni è
diminuito il tempo dei giovani dedicati all'istruzione e alla formazione. E' quanto emerge dalla terza rilevazione multiscopo, diffusa oggi (6 dicembre) dall'Istat. Allo studio sono dedicati in media 19 minuti in meno ogni giorno. Crescono invece altre attività: tempo libero (33 minuti in più) e spostamenti (23' in più).
L'Istituto rende noto che ha interpellato un campione di 40.944 individui tra il 2008 e 2009. Questi hanno descritto le loro attività quotidiane, con lo scopo di effettuare un confronto con i risultati della rilevazione 1988-1989. E' stata quindi dimostrata l'evoluzione nel modo in cui i giovani cittadini organizzano la propria giornata.
Per gli occupati è cresciuto il tempo di lavoro (12 minuti in più) e per gli spostamenti (17' in più), mentre è sceso quello per le attività fisiologiche e rimasto stabile il tempo libero.
Quindi le donne. La componente femminile della società svolge più lavoro familiare il sabato (4h33') e la domenica (4h01') rispetto a un giorno feriale (3h24'): per questo il tempo libero cresce di meno nel weekend.
Per gli anziani, i giorni lavorativi e il sabato sono giornate più simili, mentre la domenica vede una dilatazione sia del tempo libero (47' in più) sia di quello dedicato alle attività fisiologiche (22' in più).
Nel corso della giornata per le lavoratrici il tempo per il lavoro familiare cresce nel pomeriggio fino a dopo cena. Solo dopo le 21:00, spiega la ricerca, le donne che svolgono attività di tempo libero superano quelle impegnate nel lavoro familiare. In ogni caso, conclude l'Istat,
le donne restano penalizzate: non riescono a svolgere le attività del tempo libero come gli uomini, neanche se a questo si aggiunge il tempo dedicato in contemporanea con altre attività.