La crisi aumenta il divario sociale: "In tutto il mondo le classi medie risucchiate verso il basso". E' l'allarme dell'organizzazione parigina. Ridotta anche la mobilità. L'unica soluzione sarebbero posti di lavoro migliori e un fisco più giusto
Cresce il distacco tra ricchi e poveri, in tutto il mondo, nelle economie emergenti ma anche "in Paesi tradizionalmente egalitari" come quelli scandinavi.
E le classi medie sono risucchiate verso il basso, sempre più toccate dall'insicurezza economica. E' l'allarme lanciato dall'Ocse, in un rapporto su crisi e aumento del divario sociale.
"La crisi economica ha reso urgente l'occuparsi di temi politici legati alla diseguaglianza - scrive l'organizzazione - l'impatto sociale si sta rivelando in molti Paesi.
I giovani che non vedono alcun futuro si sentono sempre più disconosciuti dalla società, e oggi si uniscono a manifestanti che credono di stare pagando il prezzo di una crisi di cui non hanno colpa, mentre i più ricchi sono stati risparmiati".
Inoltre, scrive ancora l'organizzazione parigina, si è ridotta la mobilità sociale per matrimonio: sempre più persone si sposano con persone con redditi da lavoro simili ai loro, cosa che "ha contribuito ad un terzo dell'aumento della disuguaglianza di reddito da lavoro tra le famiglie". Cala invece la capacità dei servizi pubblici (sanità e istruzione) di contribuire alla riduzione delle disparità, mentre aumenta il ruolo di sussidi sociali e imposte sul reddito nella redistribuzione della ricchezza, superiore alla media Ocse.
In questo contesto, conclude l'Ocse, "la sfida principale consiste nel creare posti di lavoro qualitativamente e quantitativamente migliori, che offrano buone prospettive di carriera e la possibilità concreta di sfuggire alla povertà", dato che "l'occupazione è il modo per migliore di ridurre le disparità".
Per quanto riguarda invece le politiche fiscali, l'Ocse rileva che 'la quota crescente di reddito per la popolazione con le retribuzioni più elevate suggerisce che la sua capacità contributiva è aumentata. In tale contesto, le autorità potrebbero riesaminare il ruolo redistributivo della fiscalità onde assicurare che i soggetti più abbienti contribuiscano in giusta misura al pagamento degli oneri'.