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Il web sfonda quota 50%. 9 giovani su 10 sono on line

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I dati Censis sull'accesso alla rete. Per la prima volta raggiunta la metà della popolazione e il 90% dei giovani. Resistono però timori a svolgere online attività di rilevanza pubblica. L'informazione web avanza, ma non intacca il predominio dei tg

di rassegna.it

Internet sfonda quota 50% (foto di Carlo Ruggiero) (immagini di foto di Carlo Ruggiero)
Il vento della rete sta cambiando anche il nostro paese. E' quanto emerge dai dati pubblicati oggi (2 dicembre) nel 45esimo "Rapporto sulla situazione sociale del Paese" del Censis.

I giovani nella rete. Gli italiani usano sempre più internet per le esigenze quotidiane: per cercare una strada o una località (il 37,9 per cento degli utenti lo ha fatto almeno una volta nell'ultimo mese), spesso ancora prima di mettersi in movimento, oltre che mentre si è in strada, vista la possibilità di connettersi tramite smartphone o tablet. E anche l'home banking sembra aver preso decisamente piede nel nostro Paese: fare operazioni bancarie via web compare al terzo posto tra le attività maggiormente svolte (22,5 per cento), dopo la ricerca e l'ascolto di brani musicali (26,5 per cento).

Sfondata soglia 50. Secondo il Censis, infatti, ormai oltre la metà degli italiani naviga quotidianamente. L'utenza del web nel 2011 ha dunque finalmente superato la fatidica soglia del 50 per cento della popolazione italiana, attestandosi per l'esattezza al 53,1 (+6,1 per cento rispetto al 2009). Il dato complessivo si fraziona tra l'87,4 per cento dei giovani e il 15,1 per cento degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2 per cento delle persone più istruite e il 37,7 per cento di quelle meno scolarizzate.

Sacche di resistenza.
In ogni caso, una certa resistenza rimane ancora. Le attività che sui potrebbero definire di rilevanza pubblica, come sbrigare pratiche con uffici amministrativi o prenotare una visita medica appaiono infatti decisamente ancora poco praticate. I giovani, però, si differenziano dagli altri in modo significativo, quando si vuole individuare l'uso preminente che fanno di Internet. Si connettono principalmente per ascoltare musica (52,5 per cento), per trovare le strade (46,5 per cento), per guardare film (34 per cento). Discorso a parte merita la ricerca di un lavoro attraverso la rete. Il dato rilevato a livello nazionale è pari al 12,3 per cento, che sale al 26,8 per cento tra i giovani. La ricerca di lavoro è la quarta attività, per ordine di rilevanza, che i giovani svolgono sul web.

Informarsi sul web. L'informazione web, però, sembra avere ancora un po' di strada da fare. Nel mondo dell'informazione vera e propria, la centralità dei telegiornali è infatti ancora fuori discussione, visto che l'80,9 per cento degli italiani li utilizza come fonte principale. Tra i giovani, in ogni caso, il dato scende al 69,2 per cento, avvicinandosi molto al 65,7 per cento riferito ai motori di ricerca su Internet e al 61,5 per cento di Facebook. Per la popolazione complessiva, al secondo posto si collocano i giornali radio (56,4 per cento), poi la carta stampata con i quotidiani (47,7 per cento) e i periodici (46,5 per cento). Dopo ci sono il televideo (45 per cento), i motori di ricerca come Google (41,4 per cento), i siti web d'informazione (29,5 per cento), Facebook (26,8 per cento), i quotidiani on line (21,8 per cento). Le app per smartphone o tablet arrivano al 7,3 per cento di utenza e Twitter al 2,5 per cento. La situazione complessiva del nostro Paese, dunque, può essere riassunta in questo modo: ogni dieci italiani, ce n'è uno che non si informa, uno che accede solo a Tg e Gr, tre che hanno un ventaglio più ampio di fonti da cui sono escluse però quelle che hanno a che fare con Internet, infine cinque che usano più o meno tutte le fonti intrecciandole in vari modi.

Casa dolce casa. Quanto ai principali modi con cui ci si connette a Internet per ottenere informazioni, il collegamento fisso da casa è ancora la forma principale di connessione, risultando la preferita non solo dal 31,8 per cento degli italiani che hanno un pc desktop, ma anche dal 20,4 per cento di quanti usano un portatile. Chi usa la connessione al lavoro - in genere ottimizzata attraverso rete fissa - rappresenta il 17,2 per cento del totale, ma molto importante è il dato relativo a chi preferisce il portatile con connessione wifi (21,5 per cento), a cui si deve aggiungere anche l'8,3 per cento di chi usa connessioni mobili e il 7,3 per cento di chi usa uno smartphone connesso a un sito web. Com'era prevedibile, tra i giovani la domanda di connessioni non fisse è ancora più elevata, raggiungendo il 44,4 per cento per il wifi, il 13 per cento per le connessioni mobili e il 14,2 per cento per lo smartphone.



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TAGS internet censis informazione

02/12/2011 11:19

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