Nuovo incontro oggi a Torino, presso l'Unione Industriale, tra Fiat e sindacati metalmeccanici sul nuovo assetto contrattuale per gli stabilimenti italiani del Lingotto. Dopo i disordini e le polemiche all'apertura del confronto martedì scorso, il secondo appuntamento di oggi, un tavolo tecnico su Fiat Industrial, a cui non partecipano i rappresentanti nazionali delle sigle metalmeccaniche,
ha preso il via in una atmosfera blindata.
L'ingresso alla palazzina dell'Amma - riferisce TMNews - è transennato e guardato a vista da polizia e carabinieri. Mentre al di
fuori c'è un presidio di una cinquantina di operai dell'Usb, dei Cobas e della Fiom. Tutto intorno striscioni. Tra i tanti 'Marchionne giu' la maschera'.
"Quella in corso qui a Torino non è una trattativa, perché la Fiat sta solo comunicando che estenderà l'accordo di Pomigliano a tutti gli stabilimenti", afferma
Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom, ai microfoni di Tgcom24. "Ciò che abbiamo ritenuto sbagliato a Pomigliano non lo firmeremo ora. Il governo deve intervenire - prosegue - e le parole di Marchionne sembrano un'intimidazione".