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Infortuni: Art.21, non chiamatele più morti bianche

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Articolo 21 rilancia il suo appello al mondo dell'informazione: “non chiamate più le morti sul lavoro con il termine 'morti bianche' e 'tragiche fatalità'. Sono due termini che ci offendono, e offendono in particolar modo i familiari e la memoria dei morti sul lavoro”. Lo scrivono i primi firmatari dell'appello, Marco Bazzoni, Stefano Corradino, Giuseppe Giulietti, Elisabetta Reguitti, Santo Della Volpe, Paolo Pacifici. “Queste morti – ricordano - non sono mai dovute al fato o al destino cieco e beffardo, ma perché, in molti luoghi di lavoro, non vengono rispettate neanche le minime norme per la sicurezza sul lavoro. Queste non sono 'morti bianche' quasi fossero candide, immacolate, innocenti, ma sono morti sporche, anzi sporchissime!!! In queste morti c'è sempre un responsabile, a volte più di uno. E' anche partendo dal linguaggio che si combatte una battaglia di prevenzione e per la sicurezza. E chiediamo ai mezzi di comunicazione anche di tornare ad accendere i riflettori su questo bollettino di guerra quotidiano. Affinché il tragico contatore dei morti, degli infortunati, degli invalidi si possa finalmente arrestare”.

L'appello 

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TAGS sicurezza sul lavoro morti sul lavoro

01/12/2011 20:00

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