Il 16 dicembre Cgil e Magistratura Democratica promuoveranno a Reggio Calabria un convegno nazionale sul tema del contrasto alle infiltrazioni mafiose. Ne danno notizia Serena Sorrentino, Segretario nazionale Cgil, e Piergiorgio Morosini, Segretario nazionale Magistratura Democratica.
“L'oggetto del confronto – sottolineano Cgil e Md - appare di grande attualità anche alla luce delle notizie delle ultime ore sulle inchieste di 'ndrangheta condotte dalle Procure di Reggio Calabria e di Milano. I dati che emergono sulle relazioni tra mafia, istituzioni e mondo imprenditoriale evidenziano nitidamente le carenze e le occasioni mancate dallo scorso Governo sul tema della lotta alla mafia”.
Le due sigle sottolineano l'importanza della Dia, “messa in difficoltà operativa dalla politica dei tagli lineari e dalla carenza di risorse e dotazioni; il peso rilevante delle intercettazioni nelle attività investigative; l'importanza del rafforzamento del 416 bis e del 416 ter, in tema di favori e scambi tra politica e mafia; l'esigenza di dotarsi di una aggiornata normativa anti-corruzione di cui si attende l'approvazione dalla sottoscrizione della Convenzione di Strasburgo del 1999; l'importanza del rafforzamento dell'organizzazione del sistema della giustizia per consentire l'effettività del controllo di legalità nel nostro Paese”.
Il Codice delle Leggi Antimafia, le misure di prevenzione e i beni confiscati saranno al centro delle riflessioni del 16 dicembre “per proporre utili correttivi alla normativa – scrivono Sorrentino e Morosini -, in particolare sui temi della tutela dei lavoratori nel caso di aziende confiscate e
sequestrate”.
Cgil e Md ricordano gli oltre 12 mila beni sequestrati di cui e' titolare l'agenzia nazionale presieduta dal prefetto Caruso, le moltissime attività produttive in mancanza, però, di strumenti “di tutela reale per i lavoratori e per la salvaguardia dell'attività di impresa”.
“Da Reggio – concludono - si lanceranno alcune proposte che unitamente a quelle già condivise da un vasto schieramento di associazioni e soggetti sociali che sono impegnati nella lotta alle mafie e che furono promotori nel luglio scorso insieme al Centro Studi Pio La Torre del Documento di osservazioni e proposte per modificare la legge 159/11, saranno oggetto di richiesta di interlocuzione con i neo Ministri della Giustizia e degli Interni”.