L'annunciata riforma del sistema previdenziale cambierebbe le carte in tavola per l'accordo sulla mobilità incentivata di 640 operai dello stabilimento siciliano. I sindacati chiedono il congelamento delle norme vigenti. Oggi nuovo incontro
La diatriba sulle pensioni che sta scuotendo il mondo politico e sindacale italiano impatta con la vertenza per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese.
La trattativa per il passaggio del sito alla Dr Motor “si è intoppata sul nodo dei requisiti pensionistici”, spiegano i sindacati. Un freno che arriva proprio mentre si cercava di mettere nero su bianco l'intesa, dopo
l'accordo raggiunto sabato sera sugli incentivi alla mobilità per i lavoratori che nei prossimi anni raggiungeranno i requisiti per la pensione.
Dopo aver sciolto il nodo principale attorno a cui ruotava la vertenza, la mobilità incentivata, appunto, ora si è di fronte a una sorta di paradosso:
l'annunciata riforma delle pensioni cambierebbe infatti tutte le carte in tavola. Per questo
i sindacati dei metalmeccanici chiedono il congelamento delle norme previdenziali per salvaguardare i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese.
Per
Roberto Mastrosimone della Fiom il raggiungimento dell'accordo finale rappresenta “un'operazione complessa”. “Noi siamo disponibili a definire l'intesa – spiega - ma abbiamo delle rivendicazioni, non possiamo accettare qualsiasi cosa”. In particolare, ha sottolineato, due sono le questioni: “per i pensionamenti previsti si deve applicare la legge vigente e la scelta sulla mobilità incentivata deve essere volontaria”.
Oggi si preannuncia quindi un importante summit che, superata l'improvvisa impasse sui requisiti pensionistici, potrebbe portare a compimento l'accordo finale. Tuttavia non si esclude che la trattativa possa continuare anche nei prossimi giorni, anche se l'a.d. Di Invitalia, Domenico Arcuri, è sicuro che oggi sarà la giornata conclusiva: “Si punta a finire tutto, a ottenere le firme di tutti coloro che devono sottoscrivere l'accordo”