Cancellare le riforme "devastanti" del ministro Gelmini. Investire in infrastrutture e docenti, a cominciare dai precari. Aumentare le sezioni e diminuire il numero di alunni per classe. Le proposte della Federazione dei lavoratori della conoscenza
Come si ricostruisce la scuola dopo Berlusconi? Riaffermando il diritto costituzionale all'istruzione e all'educazione. Investendo risorse economiche nel corpo docente. Sanando le situazioni di precarietà professionale. Rafforzando i cicli scolastici. Sono solo alcune delle proposte formulate dalla Flc Cgil, il sindacato della conoscenza, riassunte in un dossier e in una sintesi presentati alla stampa il 28 novembre.
“Dopo l’intervento della legge 133/2008 che ha calato una scure di 8 miliardi di euro sulla scuola e che ha tagliato oltre 130.000 posti – accusa il sindacato -, è stato
un susseguirsi incessante di riduzioni di fondi, di organici e un profluvio di norme che hanno compromesso il sistema dell’istruzione nel nostro paese”. Secondo il sindacato questi interventi “hanno nettamente peggiorato la qualità e la quantità dell’offerta formativa e ridotto il diritto all’istruzione”, e “devono essere cambiati”. È “necessaria – rileva ancora la Flc - una inversione di tendenza immediata: ci sono segnali che si possono dare immediatamente e che non hanno costi. Ma soprattutto è necessario, subito, avviare un progetto che preveda investimenti in questo settore”.
La federazione della conoscenza chiede, in buona sostanza, di “
ricostruire la scuola pubblica che è stata devastata in questi anni dalle politiche del ministro Gelmini, dai tagli epocali che ha subìto e dalla perdita in termini di qualità", come ha ricordato Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil.
"Intendiamo offrire un contributo generale per avviare una ricostruzione della scuola", ha detto Pantaleo, evidenziando "la rottura tra i livelli di istruzione sempre più elevati e il fatto che c'è un mercato del lavoro che non garantisce occupazione stabile". A parte l'imperativo di “tornare a
investire nelle infrastrutture, in particolare per quanto riguarda la
messa in sicurezza delle scuole, e
negli organici", la Flc chiede di "rafforzare la scuola dell'infanzia tornando ai vecchi moduli cancellati dalla Gelmini:
tre insegnanti su due classi con modelli orari di 30 e 40 ore". E suggerisce
l'apertura di 500 sezioni l'anno in 5 anni, nonché l'organizzazione di
classi meno numerose.
Tra le altre proposte:
la riforma dell'esame di terza media (via la prova Invalsi), la
cancellazione della norma sull'apprendistato introdotta dal Collegato lavoro (“che di fatto abbassa a 15 anni obbligo scolastico”). Di seguito alcuni dei punti evidenziati dal sindacato (qui una
sintesi delle proposte, e qui il
dossier completo).
Risorse finanziarie e professionali
Finanziamenti certi: fissare la dotazione ordinaria di scuola, inviare direttamente alle scuole statali tutti fondi della legge 440/97 (autonomia scolastica), ripristinare i finanziamenti per favorire investimenti in strumentazione e tecnologie.
Organici del personale funzionali al Pof (il
Piano dell'offerta formativa,
ndr): durata triennale degli organici di istituto, superamento della distinzione tra organico di fatto e di diritto, stabilizzazione e attribuzione tramite parametri nazionali/territoriali tenendo conto degli ordinamenti, della tipologia di scuola e specificità del territorio, dotazione aggiuntiva finalizzata a tutte le necessità delle scuole.
Dirigenti e direttori dei servizi: garantire a ciascuna scuola autonoma un dirigente scolastico ed un direttore dei servizi, stabili ed assunti attraverso un concorso pubblico da effettuare con cadenza triennale.
Formazione del personale: stanziamenti certi per consentire un aggiornamento costante di docenti, dirigenti e Ata.
Segreterie e docenti liberi dalle molestie burocratiche: utilizzare le potenzialità della rete per eliminare dalle scuole i lavori seriali che non hanno niente a che fare con la gestione del Pof e del contratto di istituto, evitando continue richieste di dati alle segreterie e ai docenti.
Precariato e reclutamento
Riversare nell’organico di diritto tutti i posti in organico di fatto (spezzoni, posti part time, sostegno), piano triennale di assunzioni, congelamento e salvaguardia delle graduatorie ad esaurimento per i docenti. Concorsi triennali omogenei con il sistema dell’organico funzionale banditi dal MIUR a livello nazionale con determinazione del contingente regionale sulla base della necessità di cattedre/posti con incarico immediato a tempo indeterminato. Abilitazione straordinaria per i docenti di III fascia con almeno 360 giorni di servizio. Indizione regolare di concorsi per direttori e dirigenti. Revisione del sistema di reclutamento dei collaboratori scolastici e degli assistenti in coerenza con l’innalzamento del titolo di studio prevedendo momenti di formazione per l’accesso alle graduatorie di istituto. Compilazione delle graduatorie di istituto da parte degli Uffici scolastici territoriali.
Valorizzazione professionale
Stanziamento di risorse aggiuntive da destinare alla contrattazione nazionale e integrativa.
Docenti: creazione di un sistema circolare che dia la possibilità a tutti i docenti, compresi i precari, di accedere su base volontaria al sistema di valorizzazione. Tre piste di lavoro: impegno nel contesto lavorativo, incarichi aggiuntivi, lavoro d’aula. Riconoscimento di benefit legati all’esercizio della professione e formazione obbligatoria.
Personale Ata: revisione dei profili professionali evidenziando con chiarezza compiti e responsabilità legati allo specifico scolastico. Innalzamento delle retribuzioni sotto i 1000 euro.
Primo ciclo
Un primo ciclo forte, con elementi sostanziali e formali di continuità, un percorso 3/14 anni rafforzato in termini di competenze e professionalità. Riduzione per tutti gli ordini del numero alunni per classe (max 25). Riduzione ulteriore in presenza di alunni disabili.
Scuola dell’infanzia: Piano quinquennale che preveda l’apertura di 500 sezioni l’anno. Istituzionalizzare l’obbligo di frequenza del terzo anno.
Scuola primaria: Il modello organizzativo dovrà garantire alcuni punti cardine: 40 ore settimanali, compresenza, un numero massimo di alunni per sezione. Garanzia di un tempo disteso (30 ore o tempo pieno), garanzia di un minimo di compresenze.
Scuola secondaria primo grado: riforma dell’esame di stato che non sia basato sulla valutazione fatta di medie matematiche, cancellazione delle prova nazionale basata sui test Invalsi, studio di due lingue straniere.
Secondo ciclo
Rafforzare l’obbligo di istruzione per combattere la dispersione e innalzare i livelli di istruzione. Rafforzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni e cancellazione della norma sull’apprendistato introdotta dal Collegato Lavoro (legge 183/2010) che abbassa di fatto tale obbligo a 15 anni, rafforzamento organici docenti nel biennio e riduzione degli alunni per classe, riavviare il percorso finalizzato alla realizzazione di un biennio.
Governance del sistema: Secondo Ciclo educativo come sistema nazionale, no derive localistiche e frammentazione del sistema.
Continuità curriculare: unitarietà del percorso da 3 a 18 anni riguardo alla dimensione culturale di base rappresentata dalle discipline “comuni”. Laboriatorialità: attribuzione di risorse professionali e strumentali per favorire la modularità dell’organizzazione didattica finalizzata alla certificazione delle competenze, al recupero e alla personalizzazione dei percorsi di studio.