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A Durban al via la conferenza Onu sul clima

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Si apre oggi, fino al 9 dicembre, il vertice Onu sui cambiamenti climatici. Circa 200 stati rappresentati. Sul piatto ci sono il fondo verde per i paesi in via di sviluppo e il prolungamento del protocollo di Kyoto. Restano le incognite Usa e Cina

di rassegna.it

Al via la conferenza di Durban - Foto di Roberto_Rizzato (da Flicrk) (immagini di Carlo Ruggiero)
Si alza il sipario sul diciassettesimo vertice mondiale Onu sui cambiamenti climatici. A Durban, in Sudafrica, dal 28 novembre al 9 dicembre, si siedono ai tavoli dei negoziati ufficiali della Convenzione quadro delle Nazioni Unite circa 200 Paesi, tra delegati e rappresentanti di governo.

Il primo nodo da sciogliere sarà quello dell'ampliamento del protocollo di Kyoto, adottato alla terza Conferenza del '97 ed entrato in vigore il 16 febbraio 2005, ma mai sottoscritto dagli Usa. Il trattato regola le emissioni di gas serra per limitare i problemi provocati dal riscaldamento globale.

Dopo i sostanziali fallimenti delle conferenze di Copenaghen (2009) e Cancun (2010), sul piatto oggi ci sono due aspetti: il Fondo verde per il clima e il secondo periodo di attuazione del protocollo.

La funzione e le regole per il Fondo per il clima (che avrebbe dovuto avere una dotazione di 100 miliardi di dollari per aiutare i Paesi in via di sviluppo a crescere in modo sostenibile) dovranno essere stabilite, e soprattutto si dovrà decidere a chi affidare la gestione di questa sorta di "cassaforte" climatica. Va dettagliata in particolare la struttura del fondo, un meccanismo che dovrebbe permettere ai paesi ricchi di aiutare i più vulnerabili, una questione che sarà seguita con attenzione dai paesi africani, i meno attrezzati a proteggersi dagli sconvolgimenti del clima che si preparano.

Più complessa appare invece la situazione sul prolungamento del protocollo di Kyoto. La soluzione più probabile sembra essere quella di adottare un regime transitorio di qui al 2020, lavorando però alla costruzione di un accordo globale sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Nell'ultimo vertice, quello di Cancun dell'anno scorso, i negoziati puntavano al proseguimento del protocollo, che oggi scade nel 2013.

Naturalmente i lavori di Durban rimangono aperti anche sulle ulteriori misure in grado di incrementare la capacità di adattamento e di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici: trasferimento delle migliori tecnologie disponibili, cooperazione internazionale e strumenti finanziari, lotta alla deforestazione.

Il futuro di Kyoto sembra infatti poggiare su un rinnovato impegno dell'Unione europea, responsabile dell'11 per cento delle emissioni globali. In cambio però gli europei chiedono una "road map" che impegni tutte le grandi economie in un "quadro vincolante" globale che potrebbe essere varato nel 2015 ed entrare in vigore nel 2020. Ma non è chiaro se Cina e Usa siano disposti a impegnarsi su questa strada.

In vista dell'incontro internazionale l'Italia si allinea all'Ue guardando a quanto potrebbe succedere nei rapporti tra Cina e Usa. Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, l'Italia cercherà, infatti, di "valorizzare al meglio le positive relazioni con la Cina e con gli Usa". Le priorità per il nostro paese riguardano soprattutto le politiche ambientali in funzione della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile anche per uscire dalla crisi economica e sociale.



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TAGS ambiente durban clima

28/11/2011 11:23

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