L'esecutivo sta per scoprire le carte sulle prime misure previste per centrare il pareggio di bilancio nel 2013. Ici, rendite catastali e Iva appaiono certe, così come l'anticipo della riforma previdenziale. Dubbi invece sulla tassa sulle ricchezze
Inizia una settimana intensa per il governo Monti che dovrà dare corpo ai provvedimenti in cantiere per centrare il pareggio di bilancio nel 2013 e per rilanciare l'economia.
Un primo pacchetto, da 13-15 miliardi di euro, che dovrebbe arrivare nel giro di una settimana, dopo l'Ecofin e prima del consiglio europeo.
Le indiscrezioni sui contenuti (perché ancora a queste siamo) sono più o meno sempre le stesse: il
ritorno dell'Ici sulla prima casa, la revisione delle rendite catastali (ovrebbe attestarsi al 15% del valore di mercato),
l'aumento di uno o due punti dell'Iva ordinaria del 21% e forse anche di quella agevolata del 10%. Con un innalzamento di un punto di entrambe le aliquote si potrebbero incassare oltre 8 miliardi.
E poi, è allo studio un
pacchetto di misure anti-evasione con una nuova stretta sull'utilizzo del contante (si punta a un abbassamento della soglia di tracciabilità a 300-500 euro), interventi per il sud, le infrastrutture e le dismissioni.
Si spinge sull'acceleratore anche in materia di
liberalizzazioni con un'attenzione particolare per i servizi pubblici locali, le professioni, e il rafforzamento dei poteri Antitrust nel caso di conflitto con leggi regionali. Ma anche liberalizzazione degli orari dei negozi, dei trasporti e della distribuzione del gas.
Sembra perdere quota, invece, secondo quanto riferisce l'agenzia TMNews,
il ricorso a una patrimoniale anche se si ragiona su un'imposta temporanea, mentre dovrebbe
arrivare subito un anticipo della riforma delle pensioni: da gennaio del prossimo anno potrebbe scattare il blocco dell'adeguamento al costo della vita e l'anticipo al 2012 dal 2013 dell'aggancio dell'età di pensionamento alla speranza di vita. Potrebbe invece essere
posticipata l'applicazione del contributivo, nella forma pro-rata, per tutti.
Oggi, però, il segretario generale della Fiom Cgil,
Maurizio Landini, ha avvertito il Governo che “se si vuole intervenire sulle pensioni per fare cassa non è possibile e la Fiom dirà no”. Mentre “se la riforma o l'intervento che si fa è per cancellare i privilegi diamo la nostra disponibilità”. Landini non ha escluso il ricorso ad uno
sciopero generale nel caso in cui si dovessero attaccare le pensioni di anzianità.
Intanto, domani dovrebbe tenersi un consiglio dei ministri per la
nomina di vice ministri e sottosegretari, poi il premier e ministro dell'Economia Mario Monti sarà a Bruxelles per l'Eurogruppo e l'Ecofin. Tappa fondamentale, questa, anche per 'cifrare' più precisamente il pacchetto degli interventi, almeno quelli relativi alla correzione per il pareggio nel 2013.