Sindacati e azienda hanno trovato un'intesa sugli incentivi alla mobilità per 640 lavoratori del sito siciliano. Il Lingotto mette sul piatto 21,5 milioni di euro. Scudiere (Cgil): "Intesa positiva, ora l'acquirente confermi gli impegni"
Alla fine, dopo una vertenza durata due anni, l'accordo con cui Fiat lascerà definitivamente lo stabilimento di Termini Imerese è arrivato. Sindacati e azienda hanno infatti trovato sabato scorso
un'intesa sugli incentivi alla mobilità per 640 lavoratori del sito siciliano che potranno così essere accompagnati alla pensione.
Il Lingotto ha messo sul piatto una somma di
circa 21 milioni di euro. Ed importante è risultata la mediazione del ministro Corrado Passera che è riuscito a strappare all'azienda quella che l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ha definito “la dimensione economica dell'incentivo sufficiente a raggiungere l'intesa”.
“Un'intesa apprezzabile e positiva – ha osservato il segretario confederale della Cgil,
Vincenzo Scudiere perché risolve il problema degli incentivi accompagnando alla pensione oltre 600 persone”. Per Scudiere è stato “positivo il lavoro svolto dal ministro Passera e dallo stesso ministero per costruire una soluzione basata sul rispetto degli interessi in campo”. “Ora – aggiunge il segretario Cgil, in previsione del prossimo incontro con Di Risio - c'è bisogno che
l'acquirente confermi tutte le disponibilità annunciate per avviare la produzione e rilanciare lo stabilimento di Termini Imerese”.
Un riconoscimento al ruolo svolto dal Governo è arrivato anche da
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil che ha sottolineato come il nuovo esecutivo, “a differenza del precedente, si è posto il problema di provare a svolgere una mediazione e non semplicemente fare il tifo per la Fiat”. “A Termini Imerese - ha proseguito Landini - si è creata la condizione per una mediazione del Governo grazie alle decisioni di lotta prese unitariamente dai lavoratori che hanno organizzato il presidio permanente dell'azienda, di fronte a un atteggiamento della Fiat che voleva addirittura speculare anche sulla chiusura di termini Imerese”.
Ora i riflettori si spostano sulla Dr Motor di Massimo Di Risio, l'azienda molisana che è pronta a succedere al Lingotto nel sito siciliano per produrre 4 modelli di auto. Il piano industriale presentato
prevede l'inizio dell'attività dal 2013 per andare a regime con 60mila vetture annue nel 2017. Le assunzioni incomincerebbero, invece, dal 2012 e il pacchetto iniziale è di 241 posti per arrivare nel 2016 a 1.312. Dopo l'accordo raggiunto sabato tra Fiat e sindacati per Dr è tutto più facile visto che il bacino dei “vecchi dipendenti” Fiat da riassorbire si è ridotto a circa 920 unità, rispetto alle 1.566 iniziali.
Per tutti gli altri lavoratori, i 640 che entro 6 anni (2 di cig e 4 di mobilità) raggiungeranno i requisiti pensionistici, infatti, c'è la mobilità incentivata. Nel dettaglio
l'incentivo massimo, per chi farà tutti e 4 gli anni di mobilità, è di 22.850 euro (460 per 48 mensilità) più l'indennità per il mancato preavviso e il premio fedeltà. Mentre le tabelle applicate finora dall'azienda, secondo i sindacati, sarebbero introno ai 31-32mila euro.
Analizzando anno per anno l'importo, per il primo le risorse sono pari a 4.445 euro, per i successivi tre anni di 5.921 euro, più 650 euro per la firma della conciliazione.
Fiat farà partire la mobilità, che resterà aperta per due anni, dal primo gennaio. L'operazione costerà all'azienda circa 21,5 milioni di euro.
Si tratta in ogni caso, come hanno ammesso i sindacati, di una
soluzione di compromesso, che la Fiom ha giudicato “amaro”, per il “dispetto che Fiat ha voluto fare ai lavoratori siciliani” (l'importo garantito loro è infatti più basso di quello che l'azienda aveva in passato accordato in altri stabilimenti del gruppo).
Intanto, oggi, dopo l'accordo, gli operai di Termini Imerese
si riuniscono in assemblea di fronte ai cancelli dello stabilimento. L'incontro, organizzato da Fim, Fiom e Uilm, servirà ad illustrare alle tute blu i termini dell'accordo.